GONNELLI CASA D'ASTE - AUTOGRAPHES MANUSCRITS LIVRES

282 ASTA 63: LIBRI, AUTOGRAFI E MANOSCRITTI, FIRENZE 7, 8 E 9 OTTOBRE 2025 GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE Splendida legatura con le armi del re di Francia Luigi XV, con provenienza Fürstenberg-Schäfer 584. Ordre de Saint Michel Statuts de l’Ordre de St. Michel. [Paris]: De l’Imprimerie royale, 1725. In-4° (mm 284x209). [6], xiv, [32], 449; con frontespizio inciso e 3 carte di tavola. Qualche carta con leggermente ingiallita ma bellissima copia. Le incisioni, tratte da Louis de Boullogne II, del frontespizio e dei finalini sono opera di C.N. Cochin, mentre quelle delle tre tavole f.t. sono frutto della bravura di Filippo Simonneau figlio. Splendida legatura in marocchino nero dorata presenta i piatti contornati da una sottile cornice eseguita con ferri rappresentanti il Giglio di Francia, ai quattro angoli il grande ferro dello Spirito Santo in una cartella raggiata e contornata da piccoli ferri (Olivier 2495 fer. 4), al centro del Prima edizione di uno dei grandi scrittori di economia del XVIII secolo, citato da Marx nel Capitale 585. Ortes Giammaria Calcolo sopra la verità della storia... Venezia: dalla Tipografia Fracasso, 1815. In-8° (mm 194x127). Pagine [8], 55, [1]. Carte fresche con leggere fioriture sparse, restauro all’angolo inferiore esterno della sguardia anteriore e altri trascurabili segni del tempo. Pieno cartonato verde coevo con traccia di etichetta al dorso (difettini). Prima edizione a stampa, pubblicata postuma in occasione di nozze. Il testo, da cui questa edizione sembra derivare, campo le armi di Luigi XV, contornate dai Gran Collari degli Ordini dello Spirito Santo e di San Michele sormontate dalla Corona Reale (cfr. Olivier 2495 fer. 3); il dorso presenta 5 nervi rialzati e nei compartimenti sono impressi in oro: il titolo dell’opera e negli altri, in maniera alternata, il monogramma reale o la Gran Croce dell’Ordine; il tutto arricchito da piccoli ferri floreali. Dentelles a rotella, labbri decorati, tagli in oro zecchino, capitelli in seta bicolori fogli di guardia e sguardia in carta caillouté. Importante provenienza: sia per essere appartenuto al celebre banchiere, collezionista e conoscitore Hans Fürstenberg (1890-1982), come testimoniato dal suo ex-libris in marocchino rosso dorato, sia per aver fatto parte della famosa collezione di Otto Schäfer (19122000) uno dei più importanti bibliofili del XX secolo, come attesta il passaggio in vendita presso Sotheby’s, Londra, l’8 Dicembre 1995 nell’asta di Otto Schäfer al n° 582. Brunet VI, 1639. € 1000 è conservato in forma autografa presso la Biblioteca Marciana di Venezia, con il titolo preciso Calcolo sopra la verità dell’Istoria, Mss. It., Cl. II, 138 (4916), fasc. I, ff. 1–13. Non risultano altre copie manoscritte dell’opera. Mancando la datazione nel manoscritto, essa può essere dedotta da una lettera di Francesco Maria Zanotti, indirizzata all’Ortes il 22 aprile 1755, in cui lo ringrazia per l’invio della dissertazione da leggersi all’Accademia locale. Non si hanno elementi certi per stabilire se l’autore abbia successivamente rivisto o corretto il testo. Tuttavia, la calligrafia – probabilmente risalente agli anni Sessanta del Settecento – e la notevole accuratezza del manoscritto sembrano indicare una stesura rielaborata rispetto a quella originaria (cfr. Gianfranco Torcellan (a cura di), Scritti editi ed inediti di Giammaria Ortes, in «Annali dell’Istituto Giangiacomo Feltrinelli», IV, 1961). La Treccani sottolinea come, dietro una patina di apparente conformismo, il pensiero di Ortes veicolasse un messaggio dirompente per l’epoca. Le sue idee esercitarono una forte attrazione sui rivoluzionari italiani dell’Ottocento e Ortes venne letto e citato anche da Karl Marx, che ne riconobbe l’originalità nella sua analisi delle contraddizioni del capitalismo. Nel Capitale, lo definisce infatti “uno dei grandi scrittori di economia del XVIII secolo”, ricordando come Ortes interpretasse l’antagonismo economico come una legge naturale universale: «Il bene ed il male economico in una nazione [sono] sempre all’istessa misura, [...] giacché l’affluenza de’ beni in alcuni, accompagnata dall’assoluta privazione di essi in più altri è un fenomeno di tutti i tempi e di tutti i luoghi [...]. La laboriosità di alcuni impone l’ozio in altri. I poveri e gli oziosi sono un frutto necessario dei ricchi e degli attivi». € 900

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