113 TUTTI I LOTTI SONO RIPRODOTTI NEL SITO WWW.GONNELLI.IT GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE III SESSIONE DI VENDITA Mercoledì 4 marzo 2025 ore 14 Ben noto alla comunità scientifica internazionale, Enrico Giusti (1940-2024) è stato professore nell’Università di Firenze e in diverse altre università italiane e straniere. Autore di centinaia di pubblicazioni su riviste internazionali e di libri di grande impatto, Giusti occupa un posto di rilievo anche tra i collezionisti di libri e manoscritti matematici dell’ultimo mezzo secolo. La raccolta trae origine dal suo interesse prevalente, a partire dagli anni settanta del secolo scorso, per la storia delle matematiche. Il suo primo libro antico fu un’edizione dell’Introductio di Euler, acquistata proprio dalla Libreria Gonnelli, proprietà di suoi amici. La collezione seguì i suoi studi sulla rivoluzione scientifica a partire da Galileo e da Descartes per arrivare al calcolo di Leibniz e di Newton. In questo ambito si collocano i suoi acquisti di quasi tutte le edizioni originali di Bonaventura Cavalieri, al quale dedicò un saggio innovatore: il Directorium (1632), lo Specchio Ustorio (1632), la Geometria (1635), la Trigonometria (1643), le Exercitationes (1647). Accanto ad esse edizioni delle Opere di Galileo (1718, 1744), di Torricelli, di Borelli, di Angeli. La scuola galileiana nella prima età moderna ebbe come principale rivale la scuola matematica dei Gesuiti. Anche molte loro edizioni originali sono presenti nella raccolta: Clavio (1560, 1604, 1608), Biancani (1615), Schott (1657), Tacquet (1659), Grimaldi (1665), Eschinardi (1689), Milliet Deschales (1690), Casati (1694), Boscovich (1740, 1742,1745), Lecchi (1765), Vincenzo Riccati (1765-67). La diffusione del calcolo differenziale di Leibniz agli inizi del Settecento portò ad un rilancio della ricerca matematica in Italia, con contributi di Gabriele Manfredi (1707), Guido Grandi (1710), Jacob Hermann (1716), Giovanni Poleni (1728), Giulio Carlo Fagnano (1750). Si possono rintracciare tra i libri di Giusti molte edizioni originali di opere rilevanti di questa stagione. Andando avanti nel tempo, tra la metà del Settecento e i primi decenni dell’Ottocento, troviamo in edizioni originali: le Opera omnia di Johann Bernouill (1742), l’Introductio di Euler (1748), Il Systeme du monde di d’Alembert (1754-56), la Théorie di Bézout (1779); le principali opere di Lagrange: Mechanique (1788), Théorie des fonctions (1797), Resolution des équations (1798), il Calcul des fonctions (1806); la Mécanique celeste di Laplace (1799-1827), la Géométrie descriptive di Monge (1799), il Cours d’Analyse e le Leçons di Cauchy (1821, 1826-28), le Proprietés projectives di Poncelet (1822), , l’Action capillaire di Poisson (1831). Completano la raccolta una significativa scelta di opere antiche di Tolomeo (1528), Euclide (1543, 1575, 1589, 1690), Pappo (1660), Apollonio (1675), Archimede (1565, 1792), la rara e pregiata edizione aldina delle Expetendis di Giorgio Valla (1501). Accanto ad esse sono presenti importanti edizioni di Benedetti (1574), Dal Monte (1588), Sovero (1630), Descartes (1659-61), Renaldini (1655,1695), Algarotti (1737), Cossali (1797-99). Le scienze matematiche fino a metà Ottocento includevano anche l’astronomia e trovavano una delle principali applicazioni allo studio del moto delle acque: Mauro Fiorentino (1537), Piccolomini (1557), Barozzi (1585), Castelli (1628), Wallis (1682), Cavalieri (1690), Gregory (1702), Halley (1706), Lecchi (1776). Una volta Enrico si lasciò andare ad una presa d’atto. “Altri sono i libri che si hanno, altri quelli che si vorrebbero avere”. Ma al termine di una ricerca oculata e attenta attraverso aste, cataloghi librari, visite in loco di librerie di buona parte dell’Europa, e infine con libri trovati on line, i titoli di matematica posseduti e di quelli da lui desiderati si sono largamente intersecati, per dar vita ad un’eccellente collezione delle cui parti altri studiosi potranno godere. Il mercato librario, al quale egli ha attinto e al quale consegna una scelta importante dei suoi libri rari e pregiati, fornisce validi strumenti di conservazione e di valorizzazione, da preferire ad una precaria sistemazione casalinga e, spesso, anche ad una collocazione in biblioteche aperte al pubblico, ma dove restano in attesa di una catalogazione raramente tempestiva. Luigi Pepe Professore emerito Università di Ferrara ENRICO GIUSTI BIBLIOFILO Nella pagina a fianco: un dettaglio del Lotto 380
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