164 ASTA 68: LIBRI, AUTOGRAFI E MANOSCRITTI, FIRENZE 3, 4 E 5 MARZO 2026 GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE La sventura di scoprire la quadratura del cerchio 351. Mengoli Pietro Circolo del Mengoli. In Bologna: per l’herede del Benacci, 1672. In-4° (mm 191x138). Pagine: [8], 60. Angolo superiore dell’occhietto con piccolo restauro, qualche carta ingiallita e margini un po’ corti, buona copia. Cartonato moderno, sguardie rinnovate. Prima edizione. Riccardi, I, 2a parte, c. 151: “Collochiamo quest’opera fra le molte nelle quali si ebbe la sventura di scoprire la quadratura del cerchio”. € 400 Prima edizione, di estrema rarità. La copia studiata da Enrico Giusti per un articolo scientifico pubblicato nel 1991 350. Mengoli Pietro Geometriae speciosae elementa... Bononiae: typis Io. Baptistae Ferronij, 1659. In-4° (mm 199x142). Pagine: 80, 392. Numerosi finalini xilografici. Testo talora stampato in orizzontale. Occhietto con variante Geometria speciosa (al posto di Geomatria speciosa). Piccolo strappo all’attaccatura dell’occhietto, piccola macchia sottile al margine inferiore dei primi fascicoli, qualche altro meno evidente sottile alone marginale, ma nel complesso ottimo esemplare genuino nella sua pergamena flessibile coeva con titolo anticamente manoscritto al dorso (qualche piccola mancanza). Ex libris Enrico Giusti al contropiatto. Prima edizione, di estrema rarità, di questo trattato in cui Pietro Mengoli (1626–1686), matematico e sacerdote bolognese, sviluppa un metodo originale per il calcolo delle quadrature, utilizzando l’innovativa teoria numerica delle «quasi-proporzioni» e facendo un uso rivoluzionario delle lettere, che gli permette di lavorare direttamente con l’espressione algebrica delle figure geometriche. L’opera è stata oggetto di studi moderni per il suo uso pionieristico della teoria delle proporzioni euclidee e del linguaggio algebrico, sebbene il suo latino astruso ne abbia oscurato la fortuna editoriale per oltre un secolo. “La ricerca di un metodo più sicuro porta il M. a spingere all’estremo la precisione dei concetti, dando al suo percorso dimostrativo «il carattere di una costruzione strutturata assiomaticamente» (Giusti, p. 205). Secondo Giusti questa è una caratteristica costante dell’opera geometrica del M. che «se da una parte varrà a garantirgli un posto nella storia della matematica come anticipatore di esigenze di rigore che si manifesteranno solo due secoli più tardi, non mancherà dall’altra di sovraccaricare il suo stile di un formalismo tanto personale quanto ingombrante» (ibid., p. 215).” (Cfr. Treccani.it) E. Giusti, Le prime ricerche di P. M.: la somma delle serie, in Geometry and complex variables…, a cura di S. Coen, New York 1991, pp. 195-213. € 2000
RkJQdWJsaXNoZXIy NjUxNw==