184 ASTA 68: LIBRI, AUTOGRAFI E MANOSCRITTI, FIRENZE 3, 4 E 5 MARZO 2026 GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE Rarissima editio princeps del Timeo, ove per la prima volta si attribuisce alla matematica il compito di spiegare i fenomeni naturali, del Crizia, del De legibus e delle Epistole 397. Plato, Ficino Marsilio [Opera. Tr: Marsilius Ficinus. Prohemium Marsilii ficini florentini in libros Platonis ad Laurentium Medicem virum magnanimum]. Timaeus. [con:] Critias. [Con:] De legibus. (Colophon alla carta ss10v: Impressum Florentie per Laurentium Venetum [i.e. suore del Convento di San Jacopo di Ripoli per Laurentius (Francisci) de Alopa, 1484-1485]). In-folio (mm 277x208). Carte: dalla [387] alla [562], ovvero [176] di [562]. Segnatura: [et]8 [cum]4 [rum]6 [2et]10 [2cum]8 [2rum]6; aa-bb8 cc-hh6 ii4 ll6 mm-rr8 ss10, [per]8 [chi]6. All’interno del fascicolo finale [chi]6 è rilegato un duplicato del bifolio [chi]3-4. Collazionato completo per le parti III, IV e V presenti (assenti le parti I e II), confrontando il volume con la copia digitalizzata dalla Biblioteca civica Angelo Mai. Testo in gotico su due colonne, con 3 diagrammi in margine. Prima carta proveniente da altro esemplare in quanto leggermente più corta, con iniziale “Q” alta 2,5 cm ca. miniata in rosso, verde e azzurro su fondo oro/ocra, e con altri più piccoli capilettera e segni di paragrafo in rosso e in blu differenti dai capilettera nel resto del volume, disegnati con inchiostro bruno. Forellino di tarlo al margine inferiore bianco di una decina di carte all’inizio; sottile e pallida gora lungo il margine superiore di alcune carte iniziali; occasionali fioriture e aloni/macchiette marginali (più evidenti in alcuni punti). Altri fori di tarlo al margine bianco a partire da oo2 e al margine inferiore delle carte finali (dove è presente un piccolo lavoro coperto con pecetta al verso di [chi]5-6). Conservazione nel complesso molto buona. All’incipit de De legibus postilla con dedica manoscritta in scrittura umanistica coeva “Ad laure[n]tium medice[m] virum magnanimu[m].” Legatura moderna in stile, in vitellino riccamente decorato a secco (qualche sbucciatura/ graffio, dorso un po’ sbiadito). Al margine inferiore: “Mars. Ficino in Tim. Ptol.” manoscritto in inchiostro bruno da antica mano. Provenienza: timbro circolare “Walter Ashburner - Firenze” alle carte [cum]4v, [2rum]6v, ll4r, pp1r, ss10v, [chi]6v. EDITIO PRINCEPS DI ESTREMA RARITÀ IN COMMERCIO, sebbene presente nelle biblioteche (ISTC registra 126 copie in istituzioni pubbliche, di cui 40 in biblioteche italiane ma 18 scomplete). 176 CARTE CONSECUTIVE, COMPRENDENTI LE PARTI FINALI III, IV E V COMPLETE della prima edizione a stampa dell’Opera di Platone. Si ritiene che tale editio princeps sia stata stampata e pubblicata in cinque sezioni distinte nel corso del 1484-1485, coinvolgendo due diversi stampatori, tra cui le monache di San Jacopo da Ripoli, la prima tipografia ad impiegare donne. Sebbene la tiratura prevista fosse di circa 1050 copie, è probabile che essa non sia mai stata realizzata. Il fatto che tra gli esemplari sopravvissuti molti siano scompleti farebbe pensare le cinque sezioni del libro potessero essere acquistate separatamente. Il Timeo di Platone rappresenta la prima autentica cosmologia scientifica e inaugura l’ideale pitagorico di una spiegazione razionale del mondo fondata sul ragionamento matematico. Platone vi affronta numerosi ambiti del sapere, dalla medicina alla botanica, con un approccio sistematico e innovativo. Il mito di Atlantide, narrato nel Timeo e sviluppato nel Crizia, fu interpretato dagli antichi come un’allegoria dell’equilibrio naturale. Atlantide è descritta come una civiltà prospera e potente che perdendo il contatto con la virtù e oltrepassando i propri limiti naturali, decade moralmente. Platone afferma che il racconto provenga dalla tradizione egizia, e che Atlantide sarebbe esistita dodicimila anni prima; oggi, alcuni ritengono che il racconto possa riflettere il ricordo di un reale cataclisma globale. Le Leggi costituiscono l’ultimo dialogo di Platone e delineano una costituzione concreta per lo Stato ideale, con una forma di governo mista, che combini elementi democratici e autoritari, e un articolato sistema normativo. Centrale è il ruolo dell’educazione dei cittadini alla virtù e al rispetto delle leggi comuni. La sezione V dell’opera comprende
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