GONNELLI CASA D'ASTE MANUSCRITS – LIVRES - INCUNABLES

199 TUTTI I LOTTI SONO RIPRODOTTI NEL SITO WWW.GONNELLI.IT GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE Preziosa copia della rarissima Ventisettana del Decameron 429. Boccaccio Giovanni Il Decamerone [...] nuovamente corretto et con diligentia stampato. (Al colophon:) Impresso in Firenze per li heredi di Philippo di Giunta, nell’anno del Signore 1527 adi xiiij. del mese daprile [sic]. In-4° piccolo (mm 198x135). Carte: [8], 284. Marche Giunti con giglio e putti al frontespizio e in fine (leggermente diverse), testo in corsivo. Collazionato completo anche della carta bianca 2A8, che reca un’antica postilla con citazioni dall’opera (forse la stessa mano che ha postillato anche il frontespizio). Sono presenti altre postille marginali ma meno visibili perché la copia è stata lavata e molto accuratamente restaurata, presumibilmente all’epoca della legatura. Vari impercettibili restauri marginali (visibili solo contro luce), più estesi a un paio di carte in fine, ma nel complesso desiderabile copia in marocchino rosso di fine Ottocento firmato Trautz-Bauzonnet, grande decorazione floreale in forma di losanga ai piatti, dorso a nervi con titoli e fleurons dorati, finissima dentelle dorata su sguardie marmorizzate a pettine, doppio filetto all’unghiatura, tagli dorati. Ex libris “Libreria Antiquaria Hoepli Milano” al contropiatto. La rara e famosa edizione Giunta del Decameron del 1527, nota come Ventisettana, con i punti elencati da Brunet che la distinguono dall’edizione veneziana facsimilare del 1729 (ad esempio lo specchio di stampa alto 153mm, le carte 42 e 108 erroneamente numerate 24 e 168, e le carte 101 e 103 erroneamente numerate 102, oltre a chiare differenze tipografiche visibili nei colophon delle due edizioni). Secondo Renouard, pochi libri hanno acquisito così grande stima e valore nel tempo. La Ventisettana fu opera di diversi umanisti fiorentini, che collazionarono l’edizione a cura di Nicolò Dolfin stampata a Venezia nel 1516 con manoscritti tra cui l’importante copia realizzata da Francesco d’Amaretto Mannelli nel 1384. Sostituì tutte le edizioni precedenti e acquisì rapidamente immenso prestigio, fungendo da modello per tutte le versioni successive fino all’edizione lucchese del 1761, che si basava esclusivamente sul manoscritto Mannelli ma riproduceva gran parte dell’apparato testuale dell’edizione del 1527. A questo proposito, si prendano in considerazione le seguenti due postille. Nota manoscritta in testa al frontespizio: “[Testo mancante a motivo del restauro della carta] Decamerone è stato riscontrato con un antico in penna in forma reale / [testo mancante a motivo del restauro della carta] [Ma]nnelli nel cui fine lo scrittore dice in questo modo / Qui finisce la decima et ultima giornata del libro chiamato decamerone / cognominato Principe Galeotto scritto per me Franc[esco] d’Amaretto Mannelli adì XIII d’agosto 1384 dei sit laus et gloria in eternam ad honorem egregie / [...] et beneficiarum et mandatarum”. Nota manoscritta al piede del frontespizio: “emendationi di g. Boccaccio furon fatte da Ser Franc[esco] / Buonamici con il riscontro come di sopra e detto di quello di Amaretto Mannelli / reputato il più corretto che sino ad hoggi si ritrovi et perché fu scritto ne’ / med[esimi] tempi del Boccaccio. Dal quali di M. Franc[esco] Buonamici, M. Giovanni / Alberti copiò diligentissimamente ogni emendatione et io Gio[vanni] Batt[ista] Cini havendo il / ricorretto dal predetto M. Gio[vanni] mi sono sforzato più diligentemente che ho saputo / mettere [...] le med[esime] emendazioni et nella med[esima] forma [...]”. Questo testo potrebbe essere stato scritto da Giovanni Battista Cini (1528-1586), commediografo e scrittore che visse nell’ambito della corte di Cosimo I Medici, ma non ne abbiamo certezza. Brunet I 998-999: «Édition la meilleure que l’on eût donnée jusqu’alors du Décameron […] elle est assez difficile à trouver, et surtout en belle conservation.» Renouard, Annali delle edizioni aldine, Supplemento, 93: «Il existe peu de livres qui aient acquis une valeur d’estime et en même temps una valeur d’argent». € 5000

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