22 ASTA 68: LIBRI, AUTOGRAFI E MANOSCRITTI, FIRENZE 3, 4 E 5 MARZO 2026 GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE I Dialoghi di San Gregorio volgarizzati da Cavalca, uno dei testi fondamentali della prosa italiana delle origini 32. Dialoghi di San Gregorio volgarizzati da Domenico Cavalca Datato 9 giugno 1446, burgo Locarni. Manoscritto pergamenaceo a inchiostro bruno e rosso. Fogli 118 numerati da mano antica, solo gli ultimi quattro da matita moderna (da 116 a 120). La numerazione dei fogli salta da 113 (numerato da mano antica) a 116 (numerato a matita da mano moderna), ma il testo sembra non essere mancante. Testo in italiano. Scrittura semigotica con elementi corsivi (alcuni richiami in scrittura italica). I fogli pergamenacei sono preceduti e seguiti da sguardie in carta filigranata nelle quali sono visibili un giglio inscritto in un ellisse, sormontato da una stella a sei punte e una testa di liocorno. Inizio dei fascicoli dal lato carne, che seguono poi la regola di Gregory. E’ visibile la rigatura dei fogli. Specchio di scrittura: 130x90 mm. Il cambiamento di impostazione del foglio a partire da 24v e l’aggiunta di una linea di scrittura sono indicatori di una pausa temporale, non quantificabile, nella stesura del testo. Numerose iniziali semplici a inchiostro rosso all’inizio di ogni capitolo, dell’altezza di due o tre linee. Iniziali maggiori non realizzate, ma con letterina guida visibile. Richiami di mano del copista nel margine inferiore interno del verso dell’ultima carta dei fascicoli, talvolta incorniciati da piccoli segni ornamentali a inchiostro rosso. Al colophon - carta 117r – è indicata la data e il luogo di trascrizione del manoscritto: Expletus fuit liber iste per Iohanninum de Viano de la Pipera de Pallantia de anno D[omi]ni cur[rente] MCCCCXLsexto, nona indictione, quinto vero idibus Iunii, [..]d[…..] mei Petri de Penno[n]ib[us] [...] bu(r)go Locar(n)i. Laus Deo pax vivis [et] requies defunti (parte del testo è leggibile con la lampada di Wood). I fogli successivi contengono alcune annotazioni di antica proprietà: es.: Ego Io[hannes] Gaspar [corretto su Christophorus, sembra da altra mano] de Canova su[m] possessor huius libri ecc. Il manoscritto, a partire dal XVI secolo, risulta essere stato posseduto da alcuni membri della famiglia Canova: Cristoforo, Giovanni Gaspare, Ambrogio, Giovanni Antonio. Ex libris moderno applicato al contropiatto Libri e cose di Stelvio Poli. Conservazione molto buona, solo alcune leggere macchi di umidità che non compromettono la lettura del testo. Un piccolo foro al foglio 46 dovuto alla lavorazione della pergamena. I fogli dell’ultimo fascicolo hanno perso elasticità. Legatura moderna, probabilmente fine del XIX secolo, in pelle marrone liscia, visibili i quattro nervi. Sul dorso, il titolo dell’opera e l’anno: S. Gregorio / Cavalca / Dialogo / MCDXLVI. Dimensioni 195x140 mm. I Dialoghi di San Gregorio Magno sono, insieme a le Vite dei santi Padri, i Con firma autografa di Giovanni della Casa 33. Bolla pergamenacea di papa Clemente VII con firma autografa di Giovanni della Casa. Datata 1532. Manoscritto a inchiostro bruno. 1 foglio con intestazione Clemens. Testo in latino. Documento corredato della bulla plumbea (con cordicella originale, staccata dalla pergamena, in ottime condizioni) recante le iscrizioni: Clemens PPVII al recto e S. PAPES, sopra una croce, le effigi dei SS. Pietro e Paolo e lo scudo mediceo al verso (Clemente VII, al secolo Giulio, era figlio naturale, poi legittimato di Giuliano de Medici, pugnalato durante la congiura dei Pazzi). La pergamena presenta una lacerazione nella parte inferiore sinistra e i fori per il cordino, per il resto è in condizioni più che buone. Dimensioni 530x400 mm. Bolla relativa ad un juspatronato. Al piede, tra le varie firme, si legge anche quella di Giovanni della Casa, autore del celeberrimo Galateo overo de’ costumi, che nell’anno 1532 si trovava presso la Curia romana per iniziare la carriera ecclesiastica che lo porterà a diventare arcivescovo di Benevento e nunzio apostolico a Venezia. € 400 principali volgarizzamenti del frate domenicano Domenico Cavalca (1270 ca. – 1342), ancora oggi oggetto di studio. L’opera è divisa in IV libri, ed è l’unica dialogica di Gregorio Magno. Si presenta infatti sotto forma di un lungo dialogo tra Gregorio e il diacono Pietro, che interroga il pontefice circa gli argomenti dell’opera. Di particolare importanza il II libro, interamente dedicato alla figura di S. Benedetto da Norcia, che ebbe per questo una circolazione autonoma. L’opera è incentrata principalmente sulla storia di alcuni santi italici del passato recente, sui loro miracoli e sulla sorte ultraterrena dell’anima. Le conversazioni tra il papa e il diacono accompagnano il lettore lungo la trama degli episodi agiografici, raccontano la vita e i miracoli di San Benedetto e di altri santi. Il volgarizzamento di Cavalca è tra i libri più diffusi, come attestano i molti codici conservati in biblioteche italiane e straniere, i sei incunaboli e le quattro cinquecentine note a bibliofili e studiosi. Questo libro è uno dei più popolari del Medioevo. Dopo la Bibbia è stato il più tradotto nelle lingue moderne, a partire dal greco, al volgarizzamento - verso il 1320 - del francescano Giovanni Campulu in volgare siciliano, ma anche in anglo-normanno, antico slavo, islandese, arabo, celtico, antico francese, bulgaro, catalano, medio-tedesco, olandese. Tuttavia quello di Cavalca divenne un testo fondamentale della spiritualità e della prosa italiana delle origini. La tradizione manoscritta dei Dialoghi conta oltre mille testimoni (codici che riportano il testo nella sua interezza, i frammenti, gli excerpta e il secondo libro dell’opera, tràdito in modo indipendente con il titolo Vita sancti Benedicti). L’opera volgarizzata da Cavalca in volgare fiorentino diffuse ulteriormente quest’opera rendendola accessibile ad un pubblico più ampio. Il nostro manoscritto è stato vergato da Giovannino di Viano della Pipera di Pallanza e terminato in burgo Locarni nel giugno del 1446. Incipit del Prologo. Rubrica (c. 1r, ll. 1-3): Comincia il prologo sopra il dyalogo composto per lo glorioso et sommo pontefice messere sancto Gregorio servo di servi de Dio. Incipit (c. 1r, l. 4): [Fo u]no giorno essendo tropo affaticato e opp[re]sso. Formula di chiusura del manoscritto: (c. 117r, ll. 4-6): Qui finiscie il quarto et ultimo libro del Dialogo di sancto Gregorio papa, egregio doctore della sancta matre Ecclesia. Deo gratias. Amen. Il nostro manoscritto presenta varianti testuali rispetto ad alcuni esemplari a stampa controllati. € 2500
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