GONNELLI CASA D'ASTE MANUSCRITS – LIVRES - INCUNABLES

25 TUTTI I LOTTI SONO RIPRODOTTI NEL SITO WWW.GONNELLI.IT GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE Virgilio volgarizzato 39. Vergilius Maro Publius Egloghe, Georgiche ed Eneide. Manoscritto. Non datato, ma fine XVII-inizio XVIII secolo. Manoscritto a inchiostro bruno. Pagine [8], 912, [2]. Testo in italiano. Alcune correzioni e cancellature nel testo. Legatura antica in pergamena staccata dalle carte. Dimensioni: 210x155 mm. Il testo, preceduto da un indice, contiene: Egloga Prima-Decima – Libro Primo/Quadro delle Georgiche – Libro Primo/Dodicesimo dell’Eneide. Incipit dell’Argomento del Primo libro dell’Eneide: Presa, che fu Troja, Enea figlio d’Anchise, e di Venere uomo onorato di singolar pietà, e d’ugual valore, mentre che nel settimo anno del suo errore [sic!] naviga per il mar Tirreno dalla Sicilia per venire nell’Italia mandatagli da Eolo Re dei Venti (per la preghiera di Giove) una fierissima tempesta viene spinto alla spiaggia della Libia: e sbarcato ammazza con le frecce sette cervi su smisurata grandezza, e ne distribuisce uno per ciascheduna nave, che sette navi appunto aveva raccolto dall’armata [...]. € 240 La caccia ai lupi in Toscana e la macellazione del bestiame nel ghetto di Roma 40. Lettera patente per la caccia ai lupi. Con firma di Ferdinando II de Medici. Datata 5 settembre 1653, Firenze. Manoscritto pergamenaceo a inchiostro bruno. 1 foglio con intestazione Ferdinando Secondo Per Grazia di Dio Granduca di Toscana. Testo in italiano. Testo controfirmato da vari lupai. Sigillo cartaceo conservato. Pergamena parzialmente applicata su supporto cartaceo. Alcuni difetti e piccole mancanze (anche di testo) alle piegature del foglio. Dimensioni: 210x350 mm. SI AGGIUNGE: Licenza relativa alla macellazione del bestiame nel ghetto di Roma. Datato 1793. (2) I DOCUMENTO: Lettera patente che stabilisce le regole per la caccia ai lupi nei territori di Siena, Livorno e Pisa: [...] che i lupai sia ben trattati, alloggiati [...], che possino portare liberamente le loro armi, cioè spada [...] accetta, che non sia fatto pagare loro alcuna Gabella, Pedagio e passo di Barca Ponte, o altro per loro persone, instrumenti et arnesi, che per portare le stanghe [...] et altre loro bagaglie da luogo a luogo siano provisti di bestie dalli Priori Gaov.ri Canc. ri Sindachi [...]. Documento interessante e curioso. II DOCUMENTO: Documento con intestazione Marco Antonio Vescovo di Palestrina Il Collegio di Balia di Siena 41. Raccolta di documenti a stampa e manoscritti (in copia dell’epoca) relativi al Collegio di Balia di Siena. Datati 1611-1777. Miscellanea di documenti a stampa e manoscritti (in copia dell’epoca). Pagine 160 cui seguono 2 piccoli fascicoli a stampa e le carte manoscritte. Antico timbro a inchiostro TS al piede della prima carta. Legatura in pergamena con tassello al dorso. Dimensioni: 280x195 mm. Il volume contiene: Copia della deliberazione dell’Illust.mo Collegio di Balia per la elezzione de gli Huomini à fare la presente Riforma, l’Anno 1611 à dì 10 gennaio (contenente: Approvazione degli Statuti; Tavola delle rubriche di questi statuti; I Riformatori de’ presenti statuti a gli offiziali della mercanzia di Siena; Prima - [Quarta] Distinzione de gli statuti della Corte di mercanzia. Seguono due fascicoletti a stampa con intestazione Pietro Leopoldo datati Siena 1777 e copie di lettere del 1777 (a firma di Pietro Leopoldo - firma non autografa) e altri documenti manoscritti datati 1687 (l’ultimo foglio non è completo). La Balia, attiva dal XIII secolo, originariamente era una commissione costituita da cittadini nominati dal consiglio generale o dal concistoro e incaricati di trattare affari particolari per un periodo di tempo limitato. Nel corso del sec. XV venne approntato un regolamento che rese di fatto la Balia una magistratura permanente e con l’annessione al ducato mediceo venne trasformata in una magistratura ordinaria ed ebbe il compito di trattare gli affari che esulavano dalla normale amministrazione. Venne soppressa dal granduca Pietro Leopoldo di Lorena nel 1786. € 240 della S. R. Chiesa Card.l Colonna. Concordiamo licenza a Moisè Giacobbe Caiati uno degli aff[ittuari] de Macelli del Ghetto di Roma di poter fornire, e trattenersi fuori da esso ghetto di notte tempo fino alle ore sei circa per il solo, e puro effetto di poter ricevere il bestiame, e farlo macellare nelli due macelli assegnati [...] per le carni che debbon fornire per gli Ebrei, e non per altrove ne in altri luoghi [...]. Il documento, valevole fino all’ottobre 1793, venne prorogato due volte fino all’aprile del 1794. Sigillo a secco conservato. € 400

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