27 TUTTI I LOTTI SONO RIPRODOTTI NEL SITO WWW.GONNELLI.IT GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE 45. De feudis / Preclara Tractatio [seguito da] Commentaria ad titulu [...] soluto Matrimonio quemad modum dos petatur. Non datato, ma inizio del XVIII secolo. Manoscritto a inchiostro bruno. Carte 236, [2 bianche], 270, [1 bianca]. La carta 19 è bianca al recto. Testi in latino scritto da un’unica mano. Alla fine del primo trattato (c. 236r) è indicata la data 13 januarij 1711. Al piatto è scritto un breve inventario Camise n. 4, Cenzoli n. 2, Golanne n. 2, Manizini n. 4, ecc. Al dorso i titoli Ferro de feudis et Dote Tractatus. Conservazione molto buona. Legatura antica in pergamena. Dimensioni: 203x150 mm. Manoscritto di ambito giuridico suddiviso in due parti. La prima è dedicata alla legislazione relativa ai feudi. Il testo è stato scritto probabilmente nell’Italia meridionale (c.1v: In nostro vero Sicilie Regno) ed è diviso in parti e capitoli (concessioni, successioni, oneri, alienazioni, amministrazione ecc.) Sono riportate sentenze e si informa anche su cosa accade se una donna maritata commette adulterio. La seconda parte contiene un trattato relativo alla dote in caso di divorzio. Anche questa è suddivisa in capitoli (De divortio, De Captivitate, De Divisione Dotis, Privilegij Doti Competentibus ante Matromonuim Contractum, Personis que dotes tradere tenentur, Privileiis Doti Competentibus Constante Matrimonio, De Privilegiis Doti competentibus Soluto Matrimonio). Testi probabilmente utilizzati per lo studio universitario. € 250 Clemente XI e il giansenismo 46. Vitale Nicola Apologia Constitutionis SS.mi D.N. Clementis Divina Providentia Papae XI quae incipit Unigenitus. Datato 1718. Manoscritto cartaceo e pergamenaceo a inchiostro bruno. Carte 248 scritte (numerate da antica mano) cui seguono 3 carte bianche. Il testo di Nicola Vitale, arcidiacono di Avellino, è preceduto dalla pagina del titolo in pergamena, vergata e contornata ad inchiostro dorato; segue la dedica su carta. Importante legatura in piena pelle del tipo alla Du Seuil: ai piatti, duplice cornice a filetti dorati con pendagli a filigrana che contorna uno stemma alle armi cardinalizie (del card. Giuseppe Renato Imperiali); dorso a nervi con motivi dorati e tassello con il titolo. Tagli dorati. Al contropiatto, ex libris tipografico del celebre collezionista inglese Frederick North, quinto conte di Guilford. Nel volume sono conservate, sciolte, due lettere manoscritte coeve: una, in latino e con la firma autografa di frate Federico Graffeo (inquisitore siciliano), attesta la conformità alla religione cattolica del testo di Vitale; l’altra, anonima e in italiano, elenca i molti incarichi ricoperti dallo stesso Vitale. Ottime condizioni. Dimensioni: 210x300 mm. Il foglio pergamenaceo iniziale spiega l’intento dell’autore: scrivere un’apologia della Costituzione (Bolla) Unigenitus Dei Filius promulgata nel 1713 da papa Clemente XI (G. Francesco Albani) contro le tesi gianseniste contenute dell’opera francese: Novum Testamentum [Le Nouveau Testament del gallico padre Quesnel], scritto giudicato eretico e nuperrime damnatum [recentemente condannato] dallo stesso papa (che per questo viene ampiamente lodato dal Vitale). La dedica è al cardinale Annibale Albani, nipote di Clemente XI. Il manoscritto è suddiviso in 5 capitoli: De potestate Pontificis, De reverentia Ipsi praestanda, De iusta damnatione Libri, De norma Iudicji contra Rebelles Consitut[io]num, De obligatione Principum erga Apostolicas Sanctiones. Ogni capitolo presenta numerosi paragrafi a sostegno delle argomentazioni papali, che confutano e condannano il giansenismo riaffermando il primato della dottrina cattolica tradizionale basata su grazia universale, libertà umana, autorità della Chiesa e valore inclusivo dei sacramenti. Al termine del volume, una lunga Conclusio totius operis riassume in dodici punti le argomentazioni a giustificazione della damnatione promulgata dal Papa. € 500
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