GONNELLI CASA D'ASTE MANUSCRITS – LIVRES - INCUNABLES

36 ASTA 68: LIBRI, AUTOGRAFI E MANOSCRITTI, FIRENZE 3, 4 E 5 MARZO 2026 GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE Affascinante Corano magrebino manoscritto 63. Corano magrebino settecentesco. XVIII secolo. Manoscritto coranico magrebino su carta vergellata spessa (200x140), proveniente dal Marocco o dall’Algeria (verosimilmente aree provinciali), datato al colophon all’anno islamico (AH) 1158 (AD 1745) e siglato dallo scriba Muhammad ibn Ramadan al-Jawni al-Mu’afi al-Jihbali (o Jahili: incerta lettura). 287 carte totali [1+284+2] per 568 facciate di cui 562 di testo (1v.-284r.) con specchio di scrittura di 165x110 mm; testo arabo coranico in calligrafia maghribi in inchiostro nero distribuito su singola colonna di 13 righi a facciata a scrittura continua. Bella decorazione iniziale (sarlawh) a cartiglio perimetrale formato da rombi intrecciati di colore bianco e verde chiaro traversati da quattro linee a rettangolo incassate a formare un motivo a treccia a imitazione di tessuto, bordato internamente da una doppia fila di triangoli neri racchiudenti l’intestazione della Sura n° I (al-Fatiha). Titoli delle Sure, segni Prima parte del famoso commentario coranico di al-Baydawi 64. al-Baydawi Nasir al-Din Tafsir al-Baydawi. Metà XVIII secolo. Manoscritto arabo (300x200) su carta vergellata spessa alquanto ingiallita, consistente in parte del primo volume del celebre commentario coranico del giudice (Qadi) al-Baydawi intitolato Anwar al-Tanzil wa Asrar al-Ta’wil (“Le luci della Rivelazione e i segreti dell’interpretazione”), meglio noto come Tafsir al-Baydawi (il “Commentario di al-Baydawi”). Sebbene non datato, questo codice risale con ogni probabilità alla prima metà del XVIII secolo e fu realizzato nella Persia occidentale o nell’Iraq settentrionale ottomano. 63 carte complessive [2+59+2] per 117 facciate (1v.-59v.). Testo arabo in calligrafia naskh a modulo stretto e compatto (appena tendente alle semplificazioni calligrafiche del ruq’a) in inchiostro nero su 25 righi a facciata, con titoli delle Sure, termini ed espressioni notevoli rubricati in rosso vivo, come le numerose sovralineature e i riferimenti logografici a compilazioni hadithiche. Margini interamente annotati da almeno tre diverse mani, per lo più in stile “persiano” nasta’liq. Alcune carte riscritte e numerosi foglietti volanti contenenti appunti in arabo all’interno del codice. Legatura in cartone marrone chiaro abbellita da raffinatissimi disegni floreali in nero, piuttosto rovinata. Condizioni discrete, ad eccezione di uno strappo con perdita testuale (c. 19) e di vari segni di usura. Nasir al-Din al-Baydawi (morto circa l’AD 1319), figlio del giudice supremo della provincia del Fars, fu profondo conoscitore delle dottrine tradizionali islamiche, avendo composto opere di giurisprudenza islamica (fiqh), teologia (specialmente in seno alla scuola sunnita di vocalizzazione del testo arabo e decori funzionali marginali rubricati; versetti separati da semplici rondelle in inchiostro verde. Varie glosse e note a margine; colophon decorativo delimitato da un ornamento perimetrale circolare con testo inscritto, negli inchiostri nero e rosso. Legatura islamica con ribalta, integra ma alquanto usurata, in pelle tinta in verde con decorazioni impresse a elemento centrale esagonale riprodotto su ambedue i piatti. Manoscritto in condizioni generalmente assai buone, con l’eccezione di qualche alone di umidità e alcune pagine rinforzate. Conservato entro cofanetto moderno rivestito in tela marrone con titoli in oro al coperchio (datazione erronea). Manoscritto dalle caratteristiche formali ed estetiche peculiari, questo Corano si presenta quale pregevole esempio di codice magrebino provinciale, di origine marocchina o, meno plausibilmente, algerina. Realizzato nell’AD 1745, anno che vide avvicendarsi tre sovrani sul trono alawide del Marocco (‘Abdallah, Zayn al-’Abidin e di nuovo ‘Abdallah), questo Corano evidenzia una singolare commistione di elementi formali e decorativi di origine insieme tradizionale e locale, e fu copiato da uno scriba dalla mano educata e sicura. Tali tratti rendono questo codice un prezioso esempio di una produzione magrebina provinciale commissionata da confraternite religiose per le loro sedi (zawiya) o da ricchi membri delle élite locali. € 1800 shafi’ita) ed esegesi coranica (tafsir). Oltre ad aver compilato un’interessante opera storiografica in persiano, al-Baydawi fu quasi esclusivamente scrittore in lingua araba. Il Tafsir al-Baydawi costituisce il suo indiscusso capolavoro, al punto da essere ad oggi il lavoro di esegesi coranica più conosciuto nel mondo islamico, in particolare non arabofono. Tale opera è stata onorata di oltre 120 “metacommenti” (commenti a un precedente commento di altro autore), prova ulteriore dell’immensa popolarità che questo Tafsir ha accumulato nel corso dei secoli. Inoltre, il Tafsir al-Baydawi istituì forse il più autorevole modello formale delle future compilazioni a commentario “letterale” del Corano per i secoli a venire: secondo lo studioso libanese Gibril Fouad Haddad, il Tafsir al-Baydawi è stato, e tuttora è, il più importante commentario coranico nella storia dell’Islam. € 500

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