GONNELLI CASA D'ASTE MANUSCRITS – LIVRES - INCUNABLES

37 TUTTI I LOTTI SONO RIPRODOTTI NEL SITO WWW.GONNELLI.IT GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE Delizioso Corano miniato ottomano di primo Ottocento 65. Corano manoscritto ottomano. Anatolia, mese di Rajab, AH 1238 [marzo AD 1823]. Manoscritto in-8° (160x100) su carta vergellata e polita, realizzato nell’Anatolia ottomana nel mese di Rajab dell’anno islamico (AH) 1238 [marzo AD 1823]. Al colophon è menzionato il copista Muhammad al-Wasfi, detto Huseyngizadeh. 306 carte [1+304+1] con testo coranico da 1v. a 302v. e specchio di scrittura di 115x60 mm. Testo arabo calligrafico in tardo stile nesih (naskh) ottomano su 15 righi a facciata in inchiostro nero, brevi sovralineature e segnalazioni rubricate per le convenzioni recitative coraniche (qira’at) e le peculiarità di dizione (tajwid). Il colophon, interamente rubricato e in stile ta’liq, è seguito da un’estesa preghiera conclusiva (du’a-i khatm) in arabo. Sontuosa decorazione “a tappeto” in apertura su doppia pagina (‘unwan) dai finissimi motivi a cupola e cartigli in oro, verde scuro, rosso chiaro e blu punteggiato di Una delle prime straordinarie traduzioni poetiche dal francese all’arabo 66. Rifa’a al-Tahtawi Nazm al-’Uqud fi Kasr al-’Ud (La Lyre Brisée). Parigi, 1827. Volume a stampa tipografica in-8° (225x140) su carta con la traduzione araba di Rifa’a al-Tahtawi del poemetto La Lyre Brisée, ditirambo di Joseph Agoub. Parigi, per i tipi della Librairie Orientale de Dondey-Dupré Père et Fils, datato al frontespizio al mese di Sha’ban 1242 AH (marzo 1827 d.C.). Composto di 25 carte complessive [2+21+2] con singole facciate numerate a stampa in cifre arabe. Frontespizio in arabo alla c. 2r.; introduzione dell’editore in francese alle cc. 3r.-4v.; nota introduttiva in arabo del traduttore alle ff. 5-11. Il poema si estende sulle ff. 13-33 ed è seguito da una nota conclusiva, sempre del traduttore (ff. 35-38). Legatura originale in mezza tela con piatti ricoperti in carta colorata e contropiatti in carta marmorizzata. Conservato, ad eccezione di una diffusa presenza di innocue macchioline, in condizioni eccellenti. Il ditirambo La Lyre Brisée, poesia composta nel 1825 da Joseph Agoub (1795-1832) e da questi dedicata a M.me Dufrénoy, fu tradotto in arabo nel 1827 con il titolo di Nazm al-’Uqud fi Kasr al-’Ud dal grande intellettuale egiziano Rifa’a al-Tahtawi (1801-1873) durante il suo soggiorno quinquennale nella capitale francese (1826-1831). Da questa ricca esperienza, al-Tahtawi trasse numerose e profonde ispirazioni tese a dare forma e direzione alle esigenze modernizzatrici bianco, su struttura disegnativa simmetrica. Titoli delle Sure in inchiostro bianco entro cartigli su sfondo dorato; separatori di versi rappresentati da dischetti decorati a mo’ di boccioli; a margine, 30 rosette multicolori con motivi floreali diversificati segnano l’inizio di ciascuna di altrettante “sezioni” (ajza’) di eguale lunghezza del Corano; cornice perimetrale (jadwal) dorata a limitare lo specchio di scrittura. Legatura restaurata in pelle marrone con ornamenti impressi, quattro angolari e uno centrale a mandorla, completa di ribalta a decori dorati impressi simili a quelli sui piatti. Dorature scomparse al piatto anteriore ma parzialmente visibili sul posteriore e alla ribalta. Condizioni eccellenti, a parte rare e lievi sbavature di inchiostro senza pregiudizio di leggibilità, ridotte gore d’umidità e minimi restauri ai margini di alcune carte. Conservato entro un cofanetto moderno rivestito in tela marrone con titoli in oro al coperchio (ma datazione erronea). Pregevolissimo esemplare di Corano ottomano dell’epoca di Mahmud II “Il Giusto” (regnavit AD 1808-1839), questo manoscritto è fortemente rappresentativo dell’elevato grado di finezza estetica raggiunto nel corso del primo quarto dell’Ottocento dagli atélier anatolici specializzati nella produzione di codici coranici per la nobiltà locale, le biblioteche degli istituti religiosi e più in generale per l’alta committenza urbana, sia dei centri dei governatorati provinciali sia della Capitale. L’equilibrio esibito nei contrappunti formali, geometrici e coloristici dell’apparato decorativo di questo manoscritto e il continuo, fine esercizio di variazione dei motivi realizzati dai miniatori, oltre alla calligrafia fluida ed elegante, ne esaltano l’elevata qualità complessiva. € 1500 fortemente agognate dall’élite egiziana, finalizzate a ridurre il divario tecnologico e culturale con l’Europa in generale e in particolare con la Francia. I notevolissimi ed eclettici sforzi di traduzione di opere selezionate per importanza e il generoso tentativo di produrre una relativa sintesi culturale operati da grandi figure mediatrici quali al-Tahtawi costituirono l’interessante fenomeno della Nahda, o “rinascenza” culturale egiziana. Rientrato in Egitto, al-Tahtawi fondò una scuola di lingue (1835) e agì da sincero ammiratore e divulgatore indefesso delle più moderne idee francesi in svariati campi del sapere, quali il diritto e le scienze teoriche e applicate, nonché la poesia e la letteratura. La sua visione conciliatoria riguardo ai rapporti fra tradizione islamica e società cristiane moderne ne fece uno degli antesignani del cosiddetto “modernismo islamico”, eterogeneo movimento sociopolitico e intellettuale che si formò a partire dalla generazione a lui successiva. € 280

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