GONNELLI CASA D'ASTE MANUSCRITS – LIVRES - INCUNABLES

39 TUTTI I LOTTI SONO RIPRODOTTI NEL SITO WWW.GONNELLI.IT GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE Eccezionale esemplare della quinta edizione (Bulaq II) de Le Mille e Una Notte (Kitab Alf Layla wa Layla) 69. Muhammad Qutta al-‘Adawi Kitab Alf Layla wa Layla: “Il libro delle Mille e Una Notte” in lingua araba. Stampato presso la stamperia di ‘Abd al-Rahman Rushdi Bey, Bulaq (Cairo), 1279 AH (AD 1862). Due volumi in-4° grande (mm 257x175) cartacei. 967 carte complessive foliate con numerazione araba progressiva. Il vol. I contiene i libri 1 e 2 su 497 carte [1+494+2] e il vol. II rilega i libri 3 e 4 su 470carte [1+468+1], con spazio scritto di mm 195x100 e testo arabo in stile naskh a stampa tipografica in inchiostro nero distribuito su 29 righi a facciata. Opera in quattro libri suddivisa in due volumi rilegati (Vol. 1: libri 1-2; Vol. 2: libri 3-4), il secondo dei quali, eccezionalmente, intonso e in barbe. Frontespizio in tutto identico a quello di apertura a premessa di ciascun libro; numerose carte del primo volume con rifilatura minima, il più delle volte ai margini inferiori. Al verso della carta finale spicca l’alone, molto sbiadito, di un timbro ovoidale con legenda in arabo oggi illeggibile, pressoché coevo all’età di stampa. Le due legature in cartone telato, identiche per entrambi i volumi a eccezione della placchetta identificativa apposta al centro del dorso, appaiono coeve o appena posteriori, verosimilmente di origine francese. Le condizioni di conservazione di questo prestigioso libro sono pressoché perfette: da segnalare soltanto alcuni inevitabili segni dell’usura del tempo, quali l’ingiallimento di alcune carte, qualche traccia di umidità e tenui macchioline sparse, il tutto senza danno alcuno all’integrità materiale né a quella testuale. (2) Italia e Germania nella diplomazia ottomana di fine Ottocento 70. Due licenze di privilegio ottomane (berat) emesse dal Sultano Abdülaziz. Tardo XIX secolo. Lotto composto da due licenze di privilegio ottomane (in turco berat, 800x550 e 800x540 mm, rispettivamente) emesse dal Sultano Abdülaziz (regnavit 1861-1876), datate 21 Sha’ban, AH 1284 (18 dicembre 1867) a beneficio del diplomatico tedesco Heinrich von Keyserlingk-Rautenburg, con testo turco ottomano di 9 righi redatto da uno scriba di corte su spessa carta vergellata spruzzata d’oro in carattere diwani negli inchiostri oro, rosso e nero a righi alterni; al secondo foglio si leggono la tughra e le titolature sultaniali; [CON:] Due fotografie da datarsi agli anni sessanta dell’Ottocento: l’una ritraente un gruppo di diplomatici e assistenti, siglata da un Abdullah (Bey?), su cartone (350x290, immagine fotografica di 280x180), l’altra costituente la “foto ufficiale” della Convenzione di Galatz (425x310, immagine di 295x230) stipulata tra i maggiori stati europei e l’impero ottomano nel 1868, immagine nella quale è ritratto sulla destra il console italiano Pietro Castelli; [CON:] Diploma imperiale a stampa in tedesco in carattere gotico, datato Edizione cairota “Bulaq II”, collazionata ed emendata a cura dello Shaykh Muhammad Qutta al-‘Adawi. Questa edizione a stampa assai rara delle “Mille e Una Notte” (Kitab Alf Layla wa Layla) si presenta come versione “riveduta e corretta” del testo dell’inestimabile edizione araba detta “Bulaq I”. Al frontespizio leggiamo infatti che lo studioso Muhammad Qutta al-‘Adawi avrebbe operato “muqabala wa tashih”, ossia “collazione ed emendamento”. Sappiamo che lo Shaykh al-‘Adawi si impegnò a correggere frequenti imprecisioni ed errori nel testo e nella metrica delle citazioni poetiche, nonché ad esercitare un confronto selettivo tra i racconti che compongono questa celeberrima raccolta di novelle arabe, così da rendere quest’edizione a un tempo filologicamente più rigorosa delle precedenti e maggiormente adatta alle esigenze delle élite urbane arabe (su questo punto si veda al-Musawi, Muhsin J. (Columbia University), “The ‘Mansion’ and the ‘Rubbish Mounds’: ‘The Thousand and One Nights’ in popular Arabic tradition”, in: Journal of Arabic Literature (Brill), Vol. 35, N° 3 (2004), p. 351). La rarità della presente edizione, il suo stretto rapporto con la prestigiosa prima edizione cairota del 1251/1835 a cura di ‘Abd al-Rahman al-Sifti al-Sharqawi e soprattutto le straordinarie condizioni di conservazione dei due volumi rendono questo libro un esemplare di notevole valore, oltre che di altissimo interesse culturale e filologico riguardo alla complicata vicenda testuale ed editoriale dell’indiscusso capolavoro della narrativa araba classica. € 11000 17 aprile 1890 e completato a mano in corsivo, confermante i privilegi concessi alla nobildonna tedesca contessa KeyserlingkRautenburg (nata contessa Anrep-Elmpt), e a suo figlio, tra i quali il diritto di viaggiare liberamente all’interno dei territori di Austria-Ungheria, Russia, Italia e Francia. Al retro, timbro delle autorità russe con aggiunta a mano della data. Tutti i documenti sono in eccellente stato. Heinrich Werner Ernst conte von Keyserlingk-Rautenburg (18311874) fu un nobiluomo e diplomatico al servizio dapprima di alcuni stati tedeschi, quindi della Germania imperiale: dal 1869 al 1872 fu ministro plenipotenziario dell’Impero tedesco presso la Sublime Porta a Costantinopoli. Appartenente all’antica nobiltà tedesca del Baltico, sposò la contessa Marie von Anrep-Elmpt, esponente di un’altra famiglia nobile tedesco-baltica. A membri di tale famiglia si riferiscono i documenti di concessione e privilegio ottomano e tedesco, mentre di particolare interesse risulta la foto del personale diplomatico internazionale presente alla Convenzione di Galatz (Galaţi in Romania). Secondo la Gazzetta Ufficiale del Regno d’Italia (N° 249, anno 1868): “Il Governo del Re è autorizzato a dare piena ed intiera esecuzione alla Convenzione firmata in Galatz il 30 aprile 1868, mediante la quale l’Italia unitamente all’Austria, alla Francia, alla Gran Bretagna, alla Prussia ed alla Turchia, si obbliga a garantire il pagamento degli interessi ed estinzione di un prestito di 3,375,000 lire [...].” L’Italia fu in tale occasione rappresentata dal console Pietro Castelli. L’insieme della documentazione storica ufficiale di questo interessantissimo lotto, e in particolare i due berat sultaniali, testimonia come i tentativi di integrazione dell’indebitato impero ottomano (il “malato d’Europa”) nel sistema finanziario europeo si svolgessero tramite una politica di concessioni ad attori esteri che agissero da intermediari nelle transazioni commerciali e finanziarie internazionali al fine di promuovere le necessarie facilitazioni politico-diplomatiche fra la Sublime Porta e le potenze europee. € 600

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