GONNELLI CASA D'ASTE MANUSCRITS – LIVRES - INCUNABLES

40 ASTA 68: LIBRI, AUTOGRAFI E MANOSCRITTI, FIRENZE 3, 4 E 5 MARZO 2026 GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE Splendida copia miniata del secondo libro del Sahih di al-Bukhari 71. Muhammad al-Bukhari Sahih, Libro Secondo. Tardo XIX secolo. Manoscritto magrebino completo (285x185) su spessa carta vergellata bianca, verosimilmente proveniente dalla Tunisia ottomana, da datarsi al secondo o terzo quarto del XIX secolo. 180 carte complessive [2+175+3] per 360 facciate totali, di cui 350 di testo arabo a colonna unica, disposto su 27 righi a facciata e vergato assai accuratamente in bella calligrafia maghribi all’inchiostro nero da una sola e medesima mano. Lo scriba ha impiegato inchiostri rosso vivo e azzurro alternati per le sottosezioni (Bab, ossia “paragrafo”) e in oro a evidenziare i capitoli tematici (Kitab, cioè “libro”). Il testo del manoscritto si apre all’inizio del Libro XXX, intitolato “Capitolo sul digiuno” (Kitab alSawm, con cartiglio decorativo di testa miniato in blu e bianco e titoli in oro imitanti la calligrafia classica muhaqqaq in variante magrebina) e giunge fino al capitolo LIX, dedicato al “principio della Creazione” (Kitab Bad’u Khalq), vale a dire dallo hadith numero 1891 fino al 3325 compresi. Elegante legatura islamica in pelle marrone con decorazioni impresse a mandorla centrale arabescata, con pendenti lungo l’asse verticale ed elementi angolari a decoro floreale, identiche su entrambi i piatti. Condizioni eccellenti, ad eccezione di diffusi ma trascurabili fori di tarlo. Conservato entro un cofanetto moderno rivestito in tela rossa con titoli in oro al coperchio (dicitura erronea). Senza dubbio la più conosciuta, stimata e citata opera di compilazione hadithica, vastissima raccolta di esempi di morale islamica ortodossa Affascinante codice miniato tibetano Mahayana 72. Manoscritto filosofico-religioso tibetano buddhista. Nepal, 1880. Manoscritto tibetano su carta bianca nel tradizionale formato oblungo pecha (80x375) contenente 11 carte con porzioni di sutra appartenenti al canone Kangyur (bka’ ‘gyur) del buddhismo Mahayana (“del grande veicolo”). Testo tibetano distribuito su 6 righi a facciata nello stile semi-corsivo ume (dbu-med) all’inchiostro nero con quattro incipit rubricati in corpo di riga; spazio scritto di 50x325 mm e delimitazioni marginali sul lato corto a doppia linea verticale rossa. Ornato di 12 miniature sovradipinte con vivaci raffigurazioni di esseri basata sull’imitazione del Profeta, il Sahih (il “Libro impeccabile”) di Muhammad al-Bukhari (AD 810-870) fu variamente edito in un gran numero di esemplari per tutto il mondo islamico nel corso dei quasi milleduecento anni trascorsi dalla sua composizione. Il testo completo riporta oltre 7500 “detti e fatti” del Profeta dell’Islam, ordinati in 97 libri. Tale impressionante “aneddotica sacra” costituisce per i devoti musulmani un minuzioso modello di riferimento etico e spirituale, corroborato secondo la tradizione dalla meticolosa ricerca di citazione di fonti antiche e affidabili, strutturate in precise catene di trasmissione, che al-Bukhari perseguì con rigore durante i viaggi da lui intrapresi per tutto il Medio e il Vicino Oriente. Dato l’amplissimo consenso e l’elevata reputazione di cui tuttora gode la sua monumentale opera, lo studio del Sahih di al-Bukhari risulta ancora oggi acquisizione imprescindibile negli studi religiosi islamici. L’alta cura calligrafica e decorativa facilmente riscontrabili nel presente manoscritto evidenziano lo statuto prestigioso e la solenne autorevolezza tributata ad al-Bukhari in qualità di padre nobile del genere della letteratura hadithica. € 900 demoniaci, nonché dei cinque raksha protettori, poste al centro della facciata di testo. Fogli non rilegati sovrapposti all’interno di una custodia formata da una coppia di tavolette di legno scuro, laccato in rosso vivo e intagliato sul piatto esterno a raffigurare due draghi affrontati ai lati di un simbolo centrale di tipo solare contornante una sorta di vaso rituale. I piatti interni presentano una teoria di 10 entità divine e demoniache in tutto analoghe a quelle miniate sui fogli del manoscritto e dipinte a colori vividi. Conservato in buone condizioni, con l’eccezione di qualche macchia scura, di una gora d’acqua ai margini inferiore e superiore e di alcune carte dai bordi lievemente sciupati dal tempo e dall’uso. Intrigante ed esotico manoscritto tibetano, parte di un sutra del vasto corpo tematico delle scritture filosofiche di scuola Yogacara, incentrate sulla natura della realtà e dell’illusione, dell’illuminazione e del risveglio della coscienza alla verità ultima, anche attraverso il ricorso alle risorse della razionalità umana. L’impiego dell’alfabeto ume, qui nella sua forma betsug (dpe-tshugs), di norma destinata a trascrivere testi religiosi di più largo utilizzo o in manoscritti di minor prestigio estetico, oltre alla presenza di miniature aggiunte posteriormente al testo e indicanti una chiara funzione apotropaica (bodhisattva e demoni associati a peculiari virtù esorcistiche o preventive), lascia ipotizzare che questo testo possa aver fatto parte di un “manuale di formazione” per monaci impegnati ad approfondirsi nello studio delle scritture fondamentali del canone tibetano. € 600

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