180
asta 15: libri, manoscritti, STAMPE E DISEGNI. firenze 16-17 Maggio 2014
GONNELLI
CASA D’ASTE
492.
De Pisis Filippo
“Anima e corpo / Divagazioni e pensieri sul disegno”. Testo in prosa autografo non firmato.
Datato 10 novembre 1941.
Manoscritto a inchiostro nero e matita grigia. Pagine 38. Con correzioni e cancellature. Dimensioni: 265x225 mm. SI
AGGIUNGE:
Id.
,
Brano poetico autografo firmato dal titolo “Il piccolo falegname”.
Non datato. Manoscritto a inchiostro blu su
carta a righe. Dimensioni: 180x135 mm. SI AGGIUNGE:
Id.
,
Prose e articoli.
Milano: Il Balcone, 1947. (3)
I DOCUMENTO: Si tratta di un lungo discorso da tenersi all’Accademia Albertina di Torino. Incipit: «Signore Signori… vedete..
metto le mani avanti e vi confesserò sebbene possa sembrare strano che le conferenze, i discorsi, le letture ecc. ecc. non entrano
precisamente nelle mie simpatie. […]». Il discorso è molto articolato. De Pisis tratta la forma, il colore, il disegno, cita e commenta
molti autori in svariati campi dell’arte: da Carrà a Debussy, da Pascoli a Morandi, da Cezanne a Boldrini ecc. II DOCUMENTO:
Incipit del brano poetico: «Nel tanfo della mia cella / (piove la luce della calda sera / dal triste lucernaio) / il piccolo falegname /
pensa al profumo […]».
€ 1000
Guerra etiopica
493.
De Vecchi di Val Cismon Giorgio
Dubat.
Datato 1936 - Mogadiscio.
Manoscritto cartaceo in-4° (mm 310x215) a fogli sciolti, autografo di Giorgio De Vecchi. Carte 70 circa in totale, talvolta
numerate, compilate a inchiostro nero e blu. Molte correzioni e cancellature nel testo (comunque ancora tutto leggibile)
scritto su carte differenti. Alcune carte (7) dattiloscritte con correzioni autografe. Carte conservate in una cartelletta in
carta verde insieme ad alcuni numeri di giornali dell’epoca (
Il Popolo d’Italia
,
Il Messaggero
) dove è pubblicata la recensione
del libro. Dimensioni varie.
Carte autografe del libro
Dubat
pubblicato da Mondadori nel 1936. I
Dubat
, noti anche come “Arditi neri” sono truppe irregolari
impiegate dal Regio Corpo Truppe Coloniali della Somalia italiana dal 1924 al 1941. Il nome
Dubat
deriva da una espressione somala
del loro copricapo (turbanti bianchi). Il generale Cesare Maria De Vecchi fu inviato nel 1923 a ricoprire l’ufficio di Governatore della
Somalia italiana e a riorganizzare queste truppe. Il libro è scritto dal figlio Giorgio, combattente nell’Odegan alla testa delle truppe
somale e racconta “episodi, usanze e gesta” dei protagonisti. Insieme a queste carte è conservata anche una lettera dattiloscritta, datata
1937, nella quale da Rodi si richiede copia del libro
Dubat
.
€ 800
494.
Duse Eleonora
Biglietto autografo firmato inviato al Dottor Terry.
Non datato.
Manoscritto a inchiostro blu. Dimensioni: 140x210 mm.
«Prego scusare, ma, per oggi sono costretta a mancare. Prego dirmi a quale ora dopo domani. Grazie […]».
€ 100
495.
D’Albertis Enrico Alberto
Insieme di 3 lettere, 1 cartolina, 2 biglietti, 2 biglietti da visita autografi firmati.
Datati 1919 (?)–1928.
Manoscritti a inchiostro nero e 1 a matita. 2 lettere su carta intestata “Montegalletto” e “Cap. E. A. d’Albertis”. 1 su carta
a quadretti. Dimensioni varie. (8)
Il Comandante d’Albertis, fu scrittore, etnologo ma soprattutto navigatore. Fu tra i fondatori del primo Yacht Club d’Italia (nel 1879) e,
a bordo dei suoi due cutter,
Violante
e
Corsaro
, viaggiò nel Mediterraneo e nell’Atlantico, seguendo la rotta di Colombo. «[…] Sto male,
malissimo in gambe e non posso fare che pochi passi […]. Non più […] quel girovago d’un tempo ma un vero disgraziato fisicamente
ed economicamente tanto che mi è preclusa la via dell’Egitto […]. Mi trovo che ho perduto la mia memoria e il cervello non lavora,
non può più lavorare e son divenuto di una sordità straordinaria […]» (lettera del 5 settembre 1924, Aosta). «[…] L’addio al mondo,
alle sue pompe, nonché alle soddisfazioni somme come scienziato non poteva trovare espressioni migliori del “Commiato”, ma ritengo
che i dolori della vecchiezza di qualunque genere essi sieno sono molto più insopportabili che non sieno gradite le gioie della giovinezza
(fioretto d’esperienza di Roberto Bracco) […]» (lettera del 30 luglio 1928, Genova).
€ 200