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GONNELLI
CASA D’ASTE
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Libro fondamento dell’anatomia patologica.
241.
Morgagni Giovanni Battista
De sedibus, et causis morborum per anatomen indagatis...
Tomus primus (-secundus).
Venetiis: Ex Typographia
Remondiniana, 1761.
2 tomi in 1 volume in-folio (mm 365x234). Pagine
XCVI, 298; 452. Ritratto dell’Autore inciso in rame
all’antiporta da Jean Renard (pseudonimo di Giovanni
Volpato), frontespizio del primo tomo in rosso e
nero con vignetta calcografica, ripetuta al secondo
frontespizio. Fioriture sparse ma buon esemplare.
Legatura coeva in piena pergamena con titoli entro
tassello (parzialmente mancante) al dorso, tagli
spruzzati di rosso; minimi difetti al piatto anteriore.
Edizione originale dell’opera più importante del Morgagni, che
gli valse il titolo di padre dell’anatomia patologica. Nel
De sedibus
,
considerata ancora oggi uno dei capisaldi della letteratura
medica, viene effettuata una ricerca accurata e ordinata delle
variemalattie, studiandone anche la storia, i sintomi e le possibili
cure dall’antichità fino al suo contemporaneo. Le patologie
descritte sono innumerevoli – alcune mai indagate prima – e
studiate partendo dai sintomi fino a risalire all’organo colpito.
Dibner, 125; Garrison-Morton, 2276: «One of the most
important works in the history of medicine, Morgagni was the
true founder of modern pathological anatomy»; Norman, 1547;
PMM,
206: «This book [...] contained reports on an extensive
series of post mortems performed by Himself, his teacher,
Valsalva, and other members of his circle. By comparing the
clinical symptoms with the post mortem findings Morgagni laid
the foundation of pathological anatomy»;
Wellcome
IV, 178.
€ 1000
242.
Odo Magdunensis
Macri de materia medica lib. V. versibus conscripti. Per Ianum Cornarium medicum physicum emendati ac annotati...
(Al
colophon:) Franc.: Chr. Egen, 1540.
In-8° (mm137x82).Carte[12], 132.Marca tipografica incisa in legnoal frontespizioe ripetutapiùgrande infine.Taglionel
margine superiore del frontespizio, senza perdita di testo, fioriture e bruniture sparse. Legatura moderna in marocchino
scuro con fregio fitomorfo impresso in oro ai piatti e titoli dorati al dorso, roulette di foglie stilizzate e filetto impressa in
oro alle unghiature, sguardie marmorizzate. Nota di antica mano al frontespizio, parzialmente cancellata.
Prima edizione e probabilmente l’unica realizzata di questa raccolta medievale di cinque testi sulle piante e i minerali, pubblicata da
Janus Cornarius. L’opera si compone di cinque parti, nelle quali si tratta delle piante ed erbe comuni, delle piante rare, delle pietre
preziose ecc... I primi tre libri dell’opera di Cornarius si basano sul
De viribus herbarum
, il più famoso erbario medievale (compilato
tra il 1070 e il 1112 e stampato a partire dal 1477), attribuito a Macer Floridus, pseudonimo di Odo di Meung (Odo Magdunenisis),
medico francese il cui nome compare nel manoscritto conservato a Dresda. Cfr. British Museum, scheda Harley MS 2651: «[
De
viribus herbarum
]
is a latin poem in hexameters describing the medical virtues of herbs written under the pseudonym of Macer
(with reference to the Roman poet Aemilius Macer, d. 15 BC). The author is generally identified with the French physician Odo de
Meung-sur-Loire whose name is mentioned in a 12th-century copy of the text». Cornarius ripropone nei primi tre libri le 77 erbe – e
loro presunte proprietà curative – catalogate nell’
Erbario
di Macer, sebbene in ordine differente, mentre le 20 piante del libro quarto
sono in realtà di autore ignoto; nel quinto libro si ripropone il
De Virtutibus Lapidum
di Marbodeus di Rennes. Cfr. Adams O-66;
Choulant,
Handbuch
242; Durling 2893.
€ 600
243.
Orta Garcia (da)
Dell’historia de i semplici aromati et altre cose che vengono portate dall’Indie Orientali pertinenti all’uso della Medicina [...].
Parte Prima divisa in quatro Libri. Et due altri libri...
In Venetia: Appresso l’herede di Girolamo Scotto, 1605.
In-8° (mm 155x100). Pagine [32], 525, [1]. Marca tipografica xilografica al frontespizio, numerose illustrazioni
xilografiche nel testo raffiguranti piante ed erbe. Gora d’acqua al margine interno inferiore dei fascicoli O5-V4
ma ottimo esemplare. Legatura coeva in pergamena, titolo in oro impresso al dorso, tagli spruzzati.
Edizione italiana di questa celebre opera edita per la prima volta a Goa nel 1563 e tradotta dal Briganti nel 1576. Ampio trattato
di medicina sull’alimentazione in generale, sulle erbe e le spezie e il loro utilizzo terapeutico e gastronomico. Largo spazio è
dato alla cannella, la noce moscata, il tabacco, il cocco e molti altri prodotti provenienti dall’India e dal continente americano.
In fine è presente anche il trattato
Delle cose che vengono portade dall’Indie Occidentali pertinenti all’uso della Medicina
del medico di
Siviglia Nicolás Monardes. Durling 3421; Graesse V, 54; Krivatsy 8446; Nissen 949; Sabin 57670.
€ 450