GONNELLI CASA D'ASTE - Florence (Italie). MANUSCRITS – LIVRES du XVe au XXe siècle -

17 TUTTI I LOTTI SONO RIPRODOTTI NEL SITO WWW.GONNELLI.IT GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE 24. De Filippo Eduardo Chi è più felice di me? / Chi è cchiù felice ‘e me?. Commedia in due atti. Con un invio autografo di Peppino de Filippo. Non datata, ma fine anni ’20-inizio anni ‘30 del XX secolo. Manoscritto a inchiostro bruno, rosso e verde su carta a righe. Carte 38. Al recto della prima carta è indicato il titolo Chi è più felice di me? / 2 atti di E. De Filippo cui segue la nota autografa di Peppino de Filippo: (Originale di Eduardo / manoscritto). Il testo della commedia è di mano di copista, ma presenta alcune correzioni, cancellature e modifiche. Didascalie di scena e di azione in italiano. Dialoghi in napoletano. Dimensioni: 310x210 mm. La commedia, scritta da Eduardo nel 1929 con lo pseudonimo di Molise, entrò a far parte de La cantata dei giorni pari, la raccolta di commedie scritte nel periodo giovanile, tra il 1920 e il 1942. Venne rappresentata la prima volta dalla compagnia Teatro Umoristico i De Filippo nell’ottobre del 1932 al Teatro Sannazzaro di Napoli - la bomboniera du via Chaia, nel febbraio 2026 distrutto da un incendio - dove rimase in cartellone per diversi mesi. Nel cast originale recitarono Eduardo, Peppino e Titina De Filippo. Nel 1964 fu realizzata la messa in scena televisiva, curata e interpretata dallo stesso Eduardo. In questo manoscritto il primo atto è trascritto due volte: la prima stesura ha il titolo in italiano e il testo è completo fino alla prima parte della scena IV. Nella seconda stesura il titolo è in napoletano: Chi è cchiù felice ‘e me?, sono presenti i nomi dei personaggi e l’indicazione della loro età. Le due versioni del primo atto presentano varianti. Il secondo atto è completo. Al recto dell’ultima carta sono scritte alcune battute estrapolate dalla commedia. € 1500 Delacroix, la grande opera perduta 25. Delacroix Eugéne Lettera autografa firmata. Datata 28 settembre s.a. (ma 1852). Manoscritto a inchiostro bruno. Un bifolio, scritte 3 pagine. Un lembo è incollato ad una vecchia carta, senza compromettere la fruizione del testo. Testo in francese. Dimensioni: 135x205 mm. Ce 28 7bre. J’apprends, cher Monsieur, que Monsieur le préfet est inquiet au sujet de mes peintures. Je suis prêt. Je n’ai voulu en appliquant tout à la fois qu’éviter le plus possible les gloses sur des ouvrages découpées et demandant quelques retouches. Le 9 tout sera à l’Hôtel de ville et nous commencerons à coller le 10. Le 20 j’espère tout sera en place et je pense qu’il me faudra après un mois de retouches. Un mot de vous qui demanderait à l’inspecteur un tout petit poêle pour chauffer la salle, comme on avait mis l’hiver dernier dans la grande galerie pour les ouvriers me serait une grande faveur en m’évitant probablement un rhume, lequel serait le seul obstacle très sérieux qui puisse retarder dans l’achèvement […] Seguono i ringraziamenti, i saluti e la firma Eug. Delacroix. Testimonianza diretta relativa ad uno dei celebri grands décors di Delacroix, perduto nel 1871 a causa di un incendio. Si tratta della decorazione del monumentale Salon de la paix dell’Hotel de ville di Parigi (prefettura nel 1852; sede del comune dal 1871, dopo la ricostruzione). Come spiega il pittore, questo lavoro era realizzato su varie tele separate (découpées), dipinte ad olio in atelier, che venivano poi incollate (nous commencerons à coller) alle pareti da decorare (con la tecnica detta marouflage). La richiesta di una stufetta (petit poêle) spiega in quali dure condizioni l’artista fosse costretto a lavorare. € 380

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