209 TUTTI I LOTTI SONO RIPRODOTTI NEL SITO WWW.GONNELLI.IT GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE Il Decameron censurato: l’edizione Salviati 412. Boccaccio Giovanni Il Decameron... In Venezia: per li Giunti di Firenze, del mese di agosto 1582. In-4° (mm 208x150). Pagine [32], 585, [3 di 43]. Marca editoriale xilografica al frontespizio. Frontespizio leggermente polveroso, gora sbiadita al margine superiore dei primi fascicoli, occasionali fioriture, ampie ma pallide macchie che non compromettono la leggibilità del testo al fascicolo i, restauri di rinforzo all’attacco di alcune carte del fascicolo o, lavoro di tarlo al margine interno superiore che non tocca il testo da 2c4 a 2e6, strappo che tocca il testo a 2i5, assenti gli ultimi fascicoli dopo il colophon 3a-3e⁴. Privo di legatura. Prima edizione con le censure di Leonardo Salviati, umanista, filologo e scrittore, promotore dell’iniziativa moralizzatrice a lungo attribuita al papa e al granduca di Toscana Francesco I de’ Medici, ma in realtà dovuta allo stesso Salviati, che, tramite il suo protettore Jacopo Buoncompagni, sollecitò la Curia romana a una nuova revisione del Decameron dopo quella ritenuta insoddisfacente di Vincenzo Borghini (1573). Il metodo adottato prevede tagli, riscritture e glosse marginali volte a guidare l’interpretazione del testo: risultano così modificate 52 novelle, mentre 48 restano intatte. Pubblicata a Venezia nell’agosto 1582, questa versione conobbe ampia diffusione e numerose ristampe. € 240 Con al frontespizio la facciata di Santa Maria Novella (dove si incontrano i 10 protagonisti nel 1348) prima della facciata rinascimentale dell’Alberti 413. Boccaccio Giovanni Il Decameron [...] tratto dall’ottimo testo scritto da Fran.co d’Amaretto Mannelli sull’originale dell’Autore. Lucca: Giusti-Cambiagi, 1761. In-4° (mm 261x201). Pagine: XXXVI, + 373 carte, antiporta con ritratto del Boccaccio, frontespizio con veduta di Santa Maria Novella (come La più bella opera dell’Ottocento parmense in elegante legatura coeva 414. Bombelles Charles-René de Monumenti e Munificenze di Sua Maestà la Principessa Imperiale Maria Luigia, Arciduchessa d’Austria, Duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla. Parma e Parigi: Tipografia di Paolo Renouard, 1845. In-folio oblungo (mm 276x420). Carte: [47] con testo trilingue italiano-tedesco-francese su tre colonne riquadrate da eleganti cornici tipografiche e stampato su carta color sabbia + 69 tavole fuori testo protette da veline, in parte tirate in seppia da Deroy su disegni di Mazza, incluse 9 di medaglie. Esemplare privo del ritratto. Assente anche il frontespizio, ma conservata la brossura anteriore originale. Occasionali fioriture. Mezza pelle coeva con ricche ed eleganti decorazioni in oro al dorso, piatti rivestiti in carta marmorizzata. Prima edizione di questa splendida e importante opera figurata su Parma opera del conte di Bombelles, maggiordomo di Maria Luigia e suo terzo marito dal 1834. Bombelles aveva commissionato nel 1837 una serie di acquerelli raffiguranti vedute della città e dei suoi monumenti a Pietro Mazza, acquerelli dai quali fece trarre poi nel 1845 una raccolta di litografie stampate in seppia da Isidore Laurent Deroy pubblicate a Parma in quello stesso anno corredate da testo esplicativo in tre lingue. L’opera è forse la più bella dell’Ottocento parmense ed è rarissimo trovarla completa. Manca ad Atabey. € 800 presumibilmente doveva essere nel Trecento), ritratto di Francesco d’Amaretto Mannelli, e facsimile dell’antico manoscritto, il tutto inciso in rame, + 1 tavola a stampa più volte ripiegata con l’albero genealogico della famiglia Mannelli. Altro piccolo ritratto calcografico del Boccaccio all’inizio del testo. Marca Giunti a p. XXXVI e in fine. Carte variamente brunite (a volte in modo più forte, a volte più leggero), come sempre in questa edizione, ma per il resto buona copia in pergamena rigida coeva con tassello in marocchino rosso al dorso e sguardie marmorizzate. Provenienza: Galleria Gilibert. Importante prima edizione del Decameron fondata sul celebre codice Mannelli del 1384 (conservato alla biblioteca Mediceo-Laurenziana di Firenze), allora ritenuto particolarmente autorevole per la restituzione del testo. Curata da Pier Antonio Guadagni e Angelo Maria Bandini, e considerata già dai bibliografi settecenteschi una delle migliori edizioni del Decameron, rappresenta un momento significativo della riscoperta erudita dei testi della tradizione letteraria italiana nel pieno Illuminismo. Gamba 187: «Stimatissima edizione»; Choix II, 2898. € 100
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