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asta 15: libri, manoscritti, STAMPE E DISEGNI. firenze 16-17 Maggio 2014
GONNELLI
CASA D’ASTE
535. 
Tampieri Giuseppe  
3 lettere autografe firmate inviate ad un amico scrittore.
Datate 1948.
Manoscritti a inchiostro nero e blu. Scritte 18 pagine. Buste conservate. Dimensioni varie. SI AGGIUNGONO:
2 cartoline
postali non viaggiate raffiguranti opere di Tampieri.
Non datate. (5)
I DOCUMENTO: Tampieri è uno dei grandi maestri dell’arte contemporanea italiana. Molte sue opere si trovano in numerose
raccolte pubbliche e private in Italia e all’estero. Lettera del 2 febbraio scritta da Faenza: «[…] la pregherei di convogliare i lavori […] a
Ghiringhelli e a Vergani […]. Saprò riconoscere adeguatamente quanto essi e altri faranno per me […]. Ho bisogno anche di loro, ma
lei capisce che a loro non posso parlare con la stessa franchezza […]». L’artista accenna poi ad altri suoi lavori, alcune tempere e una
statuetta. A Vergani ha destinato il quadro
Saline
. Ricorda inoltre di una pubblicazione stampata a mano con tavole e caratteri incisi.
Nella lettera del 6 aprile scrive di non aver ancora ricevuto risposta da Vergani e Ghiringelli. Vorrebbe inoltre conoscere Cardazzo.
«[…] sono stato occupatissimo a prepararmi per la Biennale. Mi sono presentato come scultore, e spero abbastanza bene. Le mando
un paio di fotografie dei lavori presentati perché se ne faccia un’idea [si tratta delle cartoline aggiunte in questo lotto].
€ 250
533. 
Stuparich Giano  
Lettera autografa firmata inviata a Titta Rosa.
Datata 10
febbraio 1947.
Manoscritto a inchiostro nero. 1 carta, scritta a
recto
e
verso
.
Dimensioni: 285x220 mm. SI AGGIUNGE:
Debenedetti
Giacomo
,
Svevo e Schmitz
. Dalla Rivista “Il Convegno”.
Gennaio-Febbraio 1929. Con dedica autografa di
Debenedetti. (2)
I DOCUMENTO: Lo scrittore triestino confida all’amico la sua
tristezza per il Trattato che portava alla perdita dell’Istria: «in
una delle giornate più tristi della mia vita (ne ho passate tante
[…] ma credo che questa sia la più triste di tutte) in cui l’Italia
firma un trattato di pace che annulla i nostri sacrifici della guerra
di redenzione e le toglie Trieste e l’Istria, apprendo dal giornale
che mi è stato assegnato per Ginestre il premio “tesoretto di
Brera”. E’ una consolazione […]. È un riconoscimento di tempi
liberi. Negli anni del fascismo fui sulla soglia di vari premi […]».
€ 100
534. 
Tamburi Orfeo  
1 lettera e 1 cartolina autografe firmate e 1 lista autografa contenente le “Opere grafiche di O. Tamburi” inviate allo storico dell’arte
Bernhard Degenhart.
Datate 1948 e 1959.
Manoscritti a inchiostro nero e blu. Dimensioni varie. (3)
Nella lettera Tamburi racconta dei suoi impegni per una piccola esposizione di incisioni e disegni alla galleria “Rive Gauche” «stimata,
con un passato prezioso per avervi già esposto, tra gli altri, Cocteau dei disegni e De Chirico (nei bei tempi), De Pisis ecc. ma le
manderò a giorni il piccolo catalogo […]. Ho veduto De Pisis che mi dice di averle già scritto […] Ad ogni modo le mando gli indirizzi
che mi chiede: Severini […] De Pisis […]». (lettera del 12 aprile 1948). La lista contiene le opere grafiche di Tamburi dal 1944 al 1955.
€ 200
532. 
Sironi Mario  
2 lettere autografe firmate.
Non datate (una 1950 da timbro
postale).
Manoscritti a inchiostro blu e nero. Scritte 5 pagine in
totale. Una lettera su carta intestata “Il Popolo d’Italia”
con fori di raccoglitore. Una busta conservata. Dimensioni
varie. (2)
Nella lettera datata 1950 Sironi ricorda all’amico le difficoltà a
trovare il suo recapito: «Roba che spiega la sciagurata vita degli
uomini assai meglio della Bibbia e della storia […] Sono nella
via del ritorno purtroppo a Milano perché ho molto da fare e
qui è impossibile lavorare a tutta orchestra. De Luca voleva certo
parlarmi della Giuria per un cartellone sportivo […]. Una causa
imbastita finì in niente perché l’avvocato mi frenò a sua volta
non so ben perché […]. Non ho [?] entusiasmo per tornare a
Milano meglio tahiti dove ci sono almeno quelle dolci creature
inghirlandate un po’ selvagge ma buone che ho visto nei quadri
di Goghen [sic!]. Scrivi pure un articolo su tutto ciò se ne hai il
coraggio. Ho fatto però il conto. Sarebbe il 28473 articolo che mi
è stato offerto e che non ho mai visto. Bella Italia […]». L’altra
lettera non datata è scritta dal “Popolo d’Italia” dove Sironi iniziò
a lavorare come illustratore nel 1921. L’artista scrive: «[…] Io
sono un vecchio orso senza illusioni ma qualche volta sono lieto
di essere… stanato. […] Sono tempi tremendi questi a Milano mi
pare si è lasciata un poco andare… […] il Popolo […] mi ha fatto
quasi […] delle difficoltà […]. Proprio crepare. E’ la parola. Con
che vedi c’ gente al mondo destinata a passarsela sempre male e
sempre alla malora […]. Quanti bei ricordi e speranza lontane!
Quante benemerenze per l’arte e relative medaglie splendono ora
nel buio dell’arte moderna […]».
€ 350