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GONNELLI
CASA D’ASTE
536.
Togliatti Palmiro
Lettera autografa firmata inviata ad una amica.
Datata 5 ottobre
1954, Roma.
Manoscritto a inchiostro blu. 1 carta, scritto recto e
verso
. Su
carta intestata “Partito Comunista Italiano / Il Segretario
Generale”. Dimensioni: mm 200x168.
Nella lunga lettera Toglietti, partendo dall’atteggiamento e dal
carattere di un giovane, Vittorio, probabilmente il figlio della
destinataria della lettera, arriva a parlare dei giovani (ragazzi e
ragazze) e del lavoro e scrive: «[…] Lo trovo molto colto e curioso
di sapere […] Tieni presente che per la gioventù di oggi […]
con la disoccupazione […] non può non pensare a risolvere
col guadagno, e con un guadagno forte, la situazione che gli si
apre. La vecchia strada del sicuro guadagnetto e del trantran
impiegatizio, non può più attirare il giovane a meno che egli
non si consideri un mediocre […]. L’alternativa […] è quella
di collegare la soluzione del problema […] alle questioni della
trasformazione sociale. Per questa strada si diventa comunisti, e
allora anche le questioni personali si presentano sotto una luce
del tutto nuova. […] Ho sentito che Giovanna vuole studiare, e
medicina. […] Appoggia questo suo proposito. Una segretaria
può guadagnare discretamente, ma un vero lavoro, per chi sia
capace di far qualcosa di più? […]». Togliatti fu tra i fondatori del
Partito Comunista d’Italia. Dal 1927 fino alla morte mantenne la
carica di segretario e capo del Partito.
€ 400
537.
Tommaseo Niccolò
Lettera con firma autografa.
Datata 8 febbraio 1871.
Manoscritto a inchiostro nero. 1 bifolio, scritte 3 pagine.
Missiva conservata in cartoncino blu. Dimensioni:
210x135 mm.
Lunga e curiosa lettera in cui Tommaseo commenta un libro
per bambini, dispensando consigli di pedagogia. «Il suo libro mi
pare dettato con cuore di figlio e di padre buono, e però […]
adattato ai bambini […]. Oserei, a questo proposito notare
una cosa. Intendo bene che disfare alla bimba le sue bambole,
e scrivere sermoni contro sarebbe pedanteria: ma non vorrei
neanco che essa se ne tenga d’averne una alta quanto lei e di farle
da mamma. Da questo argomento d’alta diplomazia pedagogica
sarà meglio nel librino tacere, e lasciare l’arbitrio alle mamme.
Sta bene che il linguaggio da tenersi in quella età non abbia
tanto odore di scienza […] ma giacché Ella non teme d’avvertire
che l’ape e la farfalla volanti non sono uccelli, ma insetti, non
veggo perché la non potesse anche dire che la balena non è pesce
proprio. […] Un bell’esempio mi paiono certe sue ripetizioni, che
avverano il detto di Napoleone primo: la ripetizione è di tutte
le figure la prima. Tra i libri per l’infanzia, dettati da’ Toscani,
confesso che questo suo pare a me il più toscano di tutti, perché
non s’arrampica su per la montagna di Pistoia, e non s’avvoltola
nella mota de’ Camaldoli […]».
€ 250
538.
Turcato Giulio
Biglietto autografo firmato inviato al gallerista Schettini.
Non datato.
Manoscritto a inchiostro blu. Dimensioni: 108x163 mm. SI AGGIUNGE:
Turcato Vanna
,
Lettera autografa della moglie del
pittore e firmata anche da Turcato, inviata all’editore Prearo
. Non datata. Manoscritto a inchiostro blu su carta intestata “Grand
Hotel Leonardo da Vinci / Roma”. 2 carte. Dimensioni: 210x140 mm. (2)
I e II DOCUMENTO: Le missive sono relative alla pubblicazione di una monografia sul lavoro del pittore, uno dei principali esponenti
dell’astrattismo informale italiano. Turcato scrive a Schettini: «Il mio amico Prearo deve farmi la monografia ti prego di essere a sua
disposizione per le riproduzioni dei tuoi quadri, il che è molto importante per me e per te […]».
€ 100