51 TUTTI I LOTTI SONO RIPRODOTTI NEL SITO WWW.GONNELLI.IT GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE La storia biblica di Rebecca in un frammento del Genesi 93. Anonimo ebreo Rebecca e Isacco, la morte di Abramo e il successo di Giacobbe. Italia settentrionale o centrale, metà XVIII secolo circa. Frammento pergamenaceo di Torah. Misure: mm. 590 in larghezza e 335 in altezza, con testo ebraico quadratico (merubba’) in inchiostro marrone scuro su 5 colonne per 42 righi di testo ciascuna con misure alla colonna di mm. 330x95, riportante i versetti compresi tra Genesi 24:13 e 26:32. Lettere bibliche non vocalizzate e dotate dei caratteristici tagin (filetti ornamentali sormontanti alcune lettere, o come singolo segmento verticale superiore o come terna di segni fioriti); alcune lettere (mim, resh) sovraestese in funzione estetica di riempiriga. Condizioni di conservazione discrete: la pecia è attraversata da una striscia obliqua di umidità più rilevata al verso e che si riproduce al recto, fiorendo in alto a sinistra e delineandosi verso destra in basso come un semplice ingiallimento della pergamena. Si rilevano inoltre un forellino interlineare appena sopra il centro della quarta colonna e una rifilatura del margine inferiore che rasenta l’ultimo rigo. Il frammento si apre con la riflessione del servo di Abramo in cerca di un segno che gli presenti una possibile moglie per Isacco, appena prima che Rebecca faccia la sua comparsa presso la fonte a cui costui giunge assetato. Di seguito si narra la permanenza del servo di Abramo presso la famiglia di Betuel, padre di Rebecca e di Labano suo fratello, finché la giovane Il libro biblico della diaspora giudaica in Persia 94. Anonimo ebreo Megillat Esther: il dramma delle sorti invertite. Italia settentrionale o centrale, tardo XVIII secolo. Rotolo pergamenaceo ebraico del Libro di Esther (Megillat Esther). Misure complessive: mm. 3110x240, composto di sei pecie cucite, alternativamente costituite di 3 e 4 colonne di testo ebraico quadratico (merubba’), ciascuna su 22 righi, completo. Testo ebraico munito dei rituali tagin (trattini verticali singoli o a terna in base al segno alfabetico, sormontanti alcune lettere) e non vocalizzato, vergato in inchiostro nero sovente sbiadito per via di parziali cadute di colore forse dovute all’esposizione a fonti di umidità. Alcune lettere, specialmente le mim finali e le resh, si presentano sovraestese a colmare vuoti in fine di rigo; i nomi dei 10 figli di Aman, elencati verso la fine del testo, sono trascritti a modulo considerevolmente maggiore del resto del testo. Manici del sostegno ligneo spezzati: presenti le sole basi modanate a preservare l’anima del sostegno (‘etz chayyim). Condizioni generalmente non acconsente a partire con le sue ancelle seguendo il servo per sposare con Isacco. Si narra quindi della pacifica morte di Abramo e della nascita dei gemelli di Rebecca e Isacco, Esaù e Giacobbe, che sarebbero diventati uomini di aspetto e caratteri opposti. Si passa poi al celebre episodio della vendita della primogenitura di Esaù a Giacobbe in cambio di un piatto di lenticchie rosse. Isacco va quindi a vivere presso i Filistei di Abimelech dietro ordine del Signore e i suoi affari cominciano a prosperare, attirando l’invidia dei locali. Il frammento si interrompe, dopo l’accordo di alleanza tra Abimelech e Isacco, all’annuncio di uno dei suoi servi intenti a scavare un pozzo nella zona: “Abbiamo trovato l’acqua”. € 260 buone; ampie tracce di umidità largamente assorbite, qualche macchia e fioritura; screpolature ai margini inferiore e minore in inizio. Questo bell’esemplare del Libro di Esther di provenienza nord- o centroitaliana (forse toscana) consisteva in un rotolo dedicato alla doppia lettura collettiva in occasione della festa ebraica di Purim, che ha luogo fra la sera del 13 e il 14 del mese di Adar, vale a dire, ritorsivamente, nella stessa data indicata dalle “sorti” (purim) gettate dal malvagio Aman per lo sterminio completo del popolo ebraico in Persia. Lo stesso racconto biblico vale infatti come espediente narrativo volto a spiegare le origini della “celebrazione delle sorti” (Purim) fissata per l’avvenire in perpetuo, festa di tono carnascialesco in cui si usa indossare travestimenti e darsi all’ilarità in ricordo del felice sovvertimento di un orribile destino, esito dovuto in gran parte allo spirito sagace di Esther e di suo cugino Mardocheo (Mordechai), che riuscirono a smascherare le reali intenzioni di Aman dinanzi al re Assuero (Serse I). I dolci che si consumano durante la festa di Purim, dopo il “digiuno di Esther” si chiamano, non a caso, oznei-Haman: “le orecchie di Aman”. € 400
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