252 ASTA 72: LIBRI, AUTOGRAFI E MANOSCRITTI, FIRENZE 6-7-8 OTTOBRE 2026 GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE In marocchino rosso alle armi del Granduca Ferdinando II de’ Medici (1610-1670) 515. Lamormaini Wilhelm Ferdinandi II Romanorum imperatoris virtutes... Viennae Austriae: a Gregorio Gelbhaar excusae, anno 1638. In-4° (mm 194x147). Pagine: [8], 116. SBN si contraddice indicando la corretta paginazione di [8] pagine iniziali e aggiungendo però nella segnatura un fascicolo π⁴ che porterebbe la paginazione iniziale a [16]. Grande stemma di Ferdinando al verso del frontespizio. Minime fioriture ma buona copia genuina in bellissima legatura coeva in marocchino rosso con decorazioni e armi dorate del Granduca Ferdinando II de’ Medici (1610-1670), figlio di Cosimo II e quinto granduca di Toscana dal 1621 al 1670, probabilmente eseguita dai legatori Vaticani Andreoli (minimi difetti). € 300 Rarissima edizione 516. Lando Ortensio Lettere... à gloria del sesso feminile nuovamente in luce poste. In Vinegia: [s.e. ma Gualtiero Scoto], 1552. In-8° (mm 154x100). Pagine 328, [8]. Marca editoriale xilografica al frontespizio. Occasionali pallide fioriture occasionali (più forti in qualche fascicolo), gora sbiadita all’angolo interno inferiore di alcuni fascicoli, nel complesso buona copia. Piena pergamena coeva con titoli manoscritti al dorso, allentata dalle carte nella parte posteriore inferiore e Prima edizione di questo fondamentale trattato dedicato a spiriti e demoni, con una macabra postilla dello spiritista ottocentesco Léon D’Ourches 517. Le Loyer Pierre IIII. livres des spectres ou apparitions et visions d’esprits, anges et demons se monstrans sensiblement aux hommes... A Angers: pour Georges Nepveu, 1586. 2 tomi in un volume in-4° (mm 208x149). Pagine: [8], 642; [2], 338, [2], 339-364, [2]. Marca ai due frontespizi, iniziali xilografiche, decorazioni tipografiche. Assente come in quasi tutti gli esemplari la bianca dopo il secondo frontespizio (che qui presenta piccoli strappi all’angolo inferiore interno senza perdite di testo). Pagina 125-126 del secondo volume quasi sciolta; primo frontespizio un po’ polveroso e sciupato, pallidi aloni marginali alle carte successive (più forti in alcuni punti), fascicoli occasionalmente bruniti. Piena pelle coeva, dorso a nervi con tassello in marocchino rosso e decorazioni dorate (mancanze alla testa e al piede, abrasioni e sbucciature, cerniera anteriore difettosa), tagli azzurri. Ex libris a secco «Bibliotheque occulte du C.te d’Ourches». Con annotazione, a p. 303, autografa e firmata dal conte L on alcune mancanze. Una delle opere più significative del dibattito rinascimentale sulla dignità e sul ruolo culturale delle donne. Il volume si presenta come una raccolta epistolare attribuita alla nobildonna mantovana Lucrezia Gonzaga (1522-1576), ma la critica moderna ne riconosce in larga parte la paternità intellettuale a Ortensio Landi, umanista e autore di scritti polemici e paradossali. Attraverso lettere dedicate all’elogio delle capacità morali, intellettuali e sociali del genere femminile, l’opera si inserisce nella vivace querelle des femmes del Cinquecento, proponendo un’immagine della donna colta e virtuosa in dialogo con la cultura letteraria del tempo. Per la sua veste editoriale e per il suo valore storico, il libro rappresenta una testimonianza preziosa della crescente presenza femminile – reale e simbolica – nel panorama intellettuale dell’Italia rinascimentale. Adams G863; STC Italian, p. 309. Adams e STC Italian accolgono l’attribuzione di queste lettere a Lucrezia Gonzaga. € 600 d’Ourches (1767-1843), famoso bibliofilo, il cui testo spiega in dettaglio come all’epoca si attribuissero poteri di magia e stregoneria alla cosiddetta pergamena vergine, e alla sua macabra preparazione. Il conte riprende infatti la leggenda secondo la quale Caterina de’ Medici (1519-1589), regina consorte di Francia, si dedicasse a pratiche occulte e malefici, e scrive (traduciamo) “È da sottolineare che Caterina de’ Medici è stata accusata di indossare una pergamena vergine e che essa avesse ricevuto questo libro di diritto. Il battesimo era considerato come teurgia o magia santa che avrebbe impedito ogni altra magia. È per questo che si prendeva la pelle di un bimbo nato morto”. Rara prima edizione di una delle opere fondanti della demonologia e trattatistica sugli spiriti nella Francia tardo rinascimentale. In questo vasto repertorio erudito, Pierre Le Loyer (1550-1634), giurista, orientalista e consigliere del re, raccoglie e discute testimonianze, autorità teologiche e tradizioni antiche per dimostrare la realtà delle apparizioni e distinguere i fenomeni immaginari dalle autentiche manifestazioni spirituali. L’opera esercitò una profonda influenza sul dibattito europeo relativo a fantasmi, demoni, stregoneria e visioni soprannaturali, imponendosi come uno dei testi più autorevoli del suo genere tra XVI e XVII secolo. In esso vengono inoltre esaminati l’evocazione dei demoni, la negromanzia, la distinzione tra spiriti maligni e angeli, l’uso di amuleti e la pratica dell’esorcismo. L’esemplare è appartenuto alla celebre “Bibliothèque Occulte du Comte d’Ourches”, importante raccolta francese specializzata in demonologia, magia e scienze occulte. Negli anni Cinquanta dell’Ottocento, il conte D’Ourches, insieme al suo amico il Barone L. von Guldenstubbe, fu tra i pionieri della formazione di circoli spiritisti in Francia, simili a quelli che si stavano creando in America. Il barone descrive queste sessioni nel suo libro La Réalité des Espirits et le Phénomène merveilleux de leur écriture directe (1857), affermando tra l’altro che D’Ourches riusciva a far sollevare i tavoli senza contatto. € 1200
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