GONNELLI CASA D'ASTE - Florence (Italie). MANUSCRITS – LIVRES du XVe au XXe siècle -

54 ASTA 72: LIBRI, AUTOGRAFI E MANOSCRITTI, FIRENZE 6-7-8 OTTOBRE 2026 GONNELLI CASA D’ASTE CASA D’ASTE Il dramma cocente della Passione sciita 98. Muhammad Mahdi Naraqi Il Muhriq al-Qulub: il martirio sacro di ‘Ali e della sua famiglia. Persia centro-occidentale (forse Esfahan), 30 Dhu’l-Hijja 1215 AH (14 maggio 1801). Manoscritto persiano su carta vergellata e polita del Muhriq al-Qulub, opera del mullah Muhammad Mahdi Naraqi. Il presente codice ne è copia completa realizzata nella Persia centro-occidentale (forse a Esfahan) datata all’ultimo giorno (30) del mese di Dhu’l-Hijja del 1215 AH (14 maggio 1801), risalente cioè a sei anni dopo la morte dell’autore. Consistente di 239 carte complessive (1+237+1), per 472 facciate di testo (1v.- 237r.), il codice misura al foglio mm. 290x200 e allo spazio scritto mm. 220x130; testo persiano in stile nasta’liq (citazioni coraniche riportate in stile naskh) su colonna singola di 17 righi a facciata in inchiostro nero per il corpo di testo, titolature e sezioni esaltate in inchiostro rosso. Il codice è stato vergato da almeno tre mani diverse; alla c. 1r. si legge una prefazione al testo. Carta 225v. preparata per la scrittura ma lasciata intenzionalmente bianca. Occasionali sovralineature in rosso chiaro. Appena al di sotto del colophon sono presenti tre timbri di possesso personali ovoidali, Il culto mariano in Etiopia: un manoscritto devozionale itinerante 99. Anonimo etiope Dersana Maryam: omelie per la Vergine Maria. Etiopia, forse primo quarto del XIX secolo. Manoscritto devozionale di preghiere e omelie della liturgia mariana della Chiesa Ortodossa d’Etiopia (Tewahedo), copia parziale di un codice appartenente alla famiglia testuale dei Dersana Maryam (Acta Mariae). 30 fogli pergamenacei di testo (1r.-30v.) misuranti mm. 145x100 in uno spazio scritto di mm. 115x75 ca.; testo in alfabeto fidal e lingua ge’ez con passaggi aggiunti in amarico disposto su singola colonna di 19 righi. Alla c. 17v. la grafia appare di altra mano, recenziore ma dal tratto più netto e fine; a 19r. principia una seconda sezione, scandita da omelie numerate in onore della Vergine. Piatti in legno wanza (Cordia Africana) inornati, libro composto di 4 fascicoli lievemente scostati ma integri e rilegati in corda, completo di custodia in pelle cucita (mahdar) per il trasporto, sfortunatamente priva di tracolla. Condizioni generali piuttosto buone: si rilevano difetti minimi dovuti al tempo e all’uso. La tradizione ortodossa d’Etiopia attribuisce al culto mariano la massima importanza, come si evince dall’ampiezza della letteratura sacra dedicata alla Vergine, che vanta opere quali il Ta’ammera Maryam (Miracoli di Maria) o il Weddase Maryam (Lode a Maria, coevi o poco posteriori all’età del codice. Legatura originale in mezza pelle con piatti in cartone rinforzato rivestiti di pelle marrone scura, in discreto stato nonostante qualche abrasione e screpolatura. Condizioni generali buone; da rilevare macchioline sparse, qualche sbavatura di inchiostro, rade e minime tarlature su alcuni degli ampi margini, diffusi trattenimenti di pulviscolo e altri segni del tempo. Il mullah Muhammad Mahdi Naraqi (1715-1795) fu un eminente pensatore religioso e membro della gerarchia religiosa sciita duodecimana dell’epoca Zand e della primissima età cagiara. Si ha notizia che avesse imparato l’ebraico e il latino allo scopo di meglio interloquire coi rappresentanti delle due grandi fedi monoteiste, la cristiana (cattolica in particolare) e la giudaica. Il Muhriq al-Qulub (in arabo “Ciò che incendia i cuori”, espressione indicante anche strazio o tormento), costituisce un vero e proprio compendio passionistico di storia sacra sciita basata sulla rielaborazione emotiva dell’uccisione di ‘Ali e dei suoi discendenti, in particolare nel corso della battaglia di Karbala’ (AD 680), avvenuta 19 anni dopo l’omicidio di ‘Ali ibn Abi-Talib. Il testo si suddivide in 20 capitoli chiamati majalis, o “sessioni”, ciascuna dedicata a un particolare evento o personaggio attorno a cui si svolsero questi fatti, che nell’islam sciita avrebbero assunto rilievo esemplare e sacrale nel segno del martirio (shahadat). L’elaborazione religiosa prima e poi artistica di tali fatti di sangue in seno all’ancor giovane califfato islamico prese forma nel genere letterario del maqtal (martirologio narrativo), tipico della Persia sciita e assai ben documentato in età cagiara. Curiosamente il figlio di Muhammad Naraqi, Ahmad (1771-1829), anch’egli influente membro del clero sciita iraniano, sarebbe stato il primo pensatore a formulare la dottrina teologico-politica della “tutela del giureconsulto” (in persiano velayat-e faqih), che fu reinterpretata, ampliata e applicata dall’imam Ruhollah Khomeini a fondamento di legittimazione della rivoluzione islamica (sciita) iraniana del 1979. € 900 attribuita in origine a Sant’Efrem il Siro), nonché testi omiletici venati di sfumature mistiche o apocalittiche non di rado rielaborati da originali arabi, come la cosiddetta “Visione di Maria” che la tradizione riferisce allo stesso San Giovanni Evangelista. La composizione di questa costellazione letteraria mariana etiopica, che rimonta ai secoli XIV-XV, si deve specialmente all’opera e all’ispirazione del metropolita Abuna Salama II, “il Traduttore”, che fu a capo della Chiesa Tewahedo tra il 1348 e il 1388. A partire dalla formazione del canone ecclesiastico mariano in Etiopia i testi devozionali sulla Vergine conobbero vasta e ininterrotta fortuna. € 250

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