Lot n° 370

Pellico Silvio (1789-1854).

Estimation : 100/150 €
Adjudication : Invendu
Description
L.A.S. «il tuo Silvio », adressée à un ami Monsieur Pierre Maroncelli, rue du Rocher n°23 (bis), Turin, 18 février 1833, 2 ½ p., in-8, texte en italien. « Mio Piero, Nulla ancora di cio che m’averi indirizzato emmi pervenuto. Vedi un po che non siasi smarrito. Serivine a chi ovorre. letto el temps il gentile articolo che annuncia una traduzione delle mie Prigioni con una Prefazione e note di te. Quando quell’ edizione sia fatta, reglamene subito una copia, e prega Mr de Barante di spedimela. Vai tu quatche volta a solutare querto degnissimo como e la sua ottima fumiglia ? Spero di si. Allonhe li verdi, porgé loro i miei cordiali ossegui. Se incontri in casa de Barante un tal Bellaguet, abbilo per amico. E nomo d’animo veramente gentile. La scossa state are qui, e ci siam molto conoscuti. Egli è pieno di ultima per te, ed arra caro che tu gli doni la tua. Nella Revue de Paris del 10 febbr : v’è un articolo di lui sulle mie Prigioni. Non tasciarmi si hengamente privo delle tue nuove ; pensa che t’amo, e che l’amor nostro s’è rinforzato ne’ferri Mlle Amélie Schneider mi dicera in quelle quattro rigle di cui m’onoro, che l’artritide ti tormentara. Dimmi come ora stai. Passa tu trovar modo di guerine perfettamente di que tristi dolori ! La mia salute s’è alquanto fortificata ; la medicina che udopers si è une gran regolarita di vivere. Son moderato pupe nello otterio. O lavoro a correggere alune antiche mie tragedie. Fu, quindici giorna sono, recitata sulle nostre suene per la prima volta la mia Gismonda da Mendrisio. Fere furure per tre sere. Poi l’Ambasciature di austria riclamo, strepito, ed attenne che fosse probita. Il destrino de poveri nostri concaptivi ha (mi s’assicura) alquanto migliorato, ma non di parla di liberazione per alcuno. Bensi si spera che se le Sotenze tratteranno colla Francia per liberare la duchessa di Berry, la Francia para abbuitanza y encrota, da voler porre fra le condizioni l’obligo all’ Austria di graziare i prigionieri di stato. L’ingelice Sallavicini, per riguardo della sua novinatissima salute su tolto dalto Spielberg, e transportato nel castello di Gradisca. Dicono che oltre al male expetico che la consuma, sia anche impazzito. Le mie Prigioni sono dall Austria probite di primo catalogo, come dicono cola. Non dinero la Lombardia n’ el inondata. Addio, fratello amatissimo. Furgi i mici doveri a Mlle Amélie, e saluta tutti gli amici. Checco sara a Constantinopoli. Passano essergli giovate le varie raccomandazioni che gli mundai ! Niano vici di me gli augura fortuna ! Il moi F. Boglino vuole ch’io ti saluti per lui. E un gran brus’ nomo, un vero Cristano. T’abbuccio strettamente e tono. ».
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