Lot n° 296

Mercurio Girolamo, La commare o riccoglitrice [...] divisa in tre libri ristampata correta et accresciuta dall'istesso autore... In Venetia: Gio. Bat. Ciotti, 1601-1606.

Estimation : 400 - 800
Description
In-4° (mm 194x140). Pagine [36], 405 (di 407: assente la carta di testo 2B8, pp. 399-400), 1 bianca. Terzo libro con proprio frontespizio e marca tipografica, pagine 229-256 ripetute nella numerazione, frontespizio calcografico entro cornice architettonica con stemma di Ottaviano Malipiero, testo in corsivo e romano, fregi e iniziali in xilografia. Frontespizio con margine inferiore asportato con minima perdita di testo, grande gora centrale, restauro a strappetto al margine esterno e alone di timbro al verso. Macchiette, gore e qualche strappetto marginale, carte ingiallite, postille ai margini, margine superiore di C1 con piccola bruciatura che tocca il testo. Piena pergamena posteriore rimontata con titoli manoscritti al dorso. (1) Importante edizione dell'opera del medico romano Scipione Mercurio (noto come Girolamo), considerata il primo manuale di ostetricia in lingua italiana, pubblicato originariamente nel 1595-1596 (edizione rarissima) e riedito con aggiunte e revisioni nel 1601. Questo terzo stato del testo, spesso confuso con la seconda edizione per l'identico frontespizio, è distinguibile per la dedica datata 1604 e per il frontespizio del terzo libro datato 1606. Il trattato si articola in tre parti: la prima dedicata al parto naturale e alla cura delle donne incinte; la seconda alle complicazioni ostetriche e al loro trattamento; la terza ad altre patologie che possono colpire le partorienti e i neonati. Di particolare interesse sono le numerose illustrazioni, fra cui le celebri tavole sul taglio cesareo, intervento che Mercurio raccomandava anche su pazienti vive in caso di bacino contratto. Le rappresentazioni delle posizioni fetali sono note per la loro straordinaria vividezza e realismo. Grazie all'uso del volgare e a un linguaggio diretto e pratico, l'opera ebbe un'enorme diffusione e contribuì alla democratizzazione dell'informazione medica: ne sono note oltre venti edizioni fra il 1595 e gli inizi del Settecento. Cutter e Viets, Breve storia dell'ostetricia, p. 220.
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