Lot n° 24

Leopardi Monaldo, Tre lettere autografe firmate. Datate 1833/34/36, Recanati.

Estimation : 400 - 800
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Description
Manoscritti a inchiostro bruno. 2 bifoli e 1 carta, scritte 8 pagg. Dimensioni 210x320/330 mm. (3) Lettera datata 18 settembre 1833: Ho ricevuto con moltissimo piacere la sua car[issi]ma [...] e vedo che i sonetti per le sue nozze non saremo al caso di farli per ora. E mi pare che ella abbia ragione [...] perché se uno non è chiamato imperiosamente allo stato matrimoniale è meglio lasciarlo stare, essendovi in quella inzaccherata medaglia un rovescio molto cattivo; inoltre perché senza un grande capitale di salute non bisogna mettersi in una corrida che per molti titoli ne domanda continuo dispendio [...] sappia che nel dì 15 giugno 1799 io con mia moglie allora sposa e lontana 15 giorni dal parto [del secondogenito Carlo] mi trovavo nascosto in un abituro campestre intanto che i Francesi repubblicani liberatori saccheggiavano questa mia patria, le palle dei loro cannoni ci fischiavano sopra la testa, e tenevo in mano avviso scrittomi in francese della condanna di morte [...] tenevamo le sciabole sotto la paglia, disposti a lasciarci spogliare, ma a trucidare ed essere trucidati se non si rispettava la donna [...] la sen[ten]za di morte fù revocata [...] ma di lì a poche ore fui menato in arresto per farmi pagare una imposizione di mille piastre. Veda che bella cosa è trovarsi ammogliato in tempi di sventura [...]. Lettera datata 30 marzo 1834: Dopo un prologo relativo ad altre vicende, Monaldo scrive: [...] Quanto però al Galileo, io risto fermo come uno scoglio nel mio proposito, e cento Galilei non mi faranno torcere una virgola della scrittura. Anche parlando filosoficamente non è necessario che tutto il verisimile sia vero, e perciò quantunque il sistema copernicano voglia ravvisarsi verosimilissimo e aggiustatissimo, tutti gli sforzi degli astronomi non potranno mai cavarlo dal sogno della ipotesi, e non potrà mai escludersi la possibilità di un altro sistema con cui si spieghino tutti i movimenti e tutti i fenomeni, senza né violare né violentare la parola Divina [...]. Lettera datata 31 luglio 1836: La lettera inizia con riferimenti a scambi di corrispondenza. Prosegue: [...] Ricevetti pure il pacco, ma tassato di 14 bajocchi, e non so cosa dire di questo cambiamento del Cav. Buscemi. Pressato da me di favorire la sua corrispondenza mi rispose con [...] effusione di cuore, aggiungendo che coglieva molto volentieri questa opportunità di concorrere in qualche modo al servizio della causa comune. Ora questo cambiamento mi sorprende e vedremo cosa potrà farsi. Frattanto è d'uopo sospendere le spedizioni [...] Dopo alcuni riferimenti a propri articoli su La voce della verità, Monaldo prosegue: [...] Quanto poi a Roma non temano che il loro foglio ne venga mai escluso se il Duca di Modena [Francesco IV d'Austria-Este] non n'acconsente. I romani son bravi con chi non sa, o non vuole, mostrargli i denti, ma quando vedono i baffi si pisciano nei calzoni per la paura. Ho veduto negli ultimi fascicoli dell'amico un brano del Pellico sopra la Croce, e mi sorprendo come mai noi costì non li vogliamo aprire gli occhi sopra quel furbo, il quale fa il bigotto per colpire a mano più salva. Il brano sulla Croce non dice niente, e se dice qualcosa, dice quello che la Generosa Colonia non avrebbe avuto difficoltà di cantare marciando sotto la bandiera di tre colori [...].
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