Lot n° 46

Vitale Nicola, Apologia Constitutionis SS.mi D.N. Clementis Divina Providentia Papae XI quae incipit Unigenitus. Datato 1718.

Estimation : 500 - 1000
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Description
Manoscritto cartaceo e pergamenaceo a inchiostro bruno. Carte 248 scritte (numerate da antica mano) cui seguono 3 carte bianche. Il testo di Nicola Vitale, arcidiacono di Avellino, è preceduto dalla pagina del titolo in pergamena, vergata e contornata ad inchiostro dorato; segue la dedica su carta. Importante legatura in piena pelle del tipo alla Du Seuil: ai piatti, duplice cornice a filetti dorati con pendagli a filigrana che contorna uno stemma alle armi cardinalizie (del card. Giuseppe Renato Imperiali); dorso a nervi con motivi dorati e tassello con il titolo. Tagli dorati. Al contropiatto, ex libris tipografico del celebre collezionista inglese Frederick North, quinto conte di Guilford. Nel volume sono conservate, sciolte, due lettere manoscritte coeve: una, in latino e con la firma autografa di frate Federico Graffeo (inquisitore siciliano), attesta la conformità alla religione cattolica del testo di Vitale; l'altra, anonima e in italiano, elenca i molti incarichi ricoperti dallo stesso Vitale. Ottime condizioni. Dimensioni: 210x300 mm. (1) Il foglio pergamenaceo iniziale spiega l'intento dell'autore: scrivere un'apologia della Costituzione (Bolla) Unigenitus Dei Filius promulgata nel 1713 da papa Clemente XI (G. Francesco Albani) contro le tesi gianseniste contenute dell'opera francese: Novum Testamentum [Le Nouveau Testament del gallico padre Quesnel], scritto giudicato eretico e nuperrime damnatum [recentemente condannato] dallo stesso papa (che per questo viene ampiamente lodato dal Vitale). La dedica è al cardinale Annibale Albani, nipote di Clemente XI. Il manoscritto è suddiviso in 5 capitoli: De potestate Pontificis, De reverentia Ipsi praestanda, De iusta damnatione Libri, De norma Iudicji contra Rebelles Consitut[io]num, De obligatione Principum erga Apostolicas Sanctiones. Ogni capitolo presenta numerosi paragrafi a sostegno delle argomentazioni papali, che confutano e condannano il giansenismo riaffermando il primato della dottrina cattolica tradizionale basata su grazia universale, libertà umana, autorità della Chiesa e valore inclusivo dei sacramenti. Al termine del volume, una lunga Conclusio totius operis riassume in dodici punti le argomentazioni a giustificazione della damnatione promulgata dal Papa.
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