Lot n° 63

Corano magrebino settecentesco. XVIII secolo.

Estimation : 1800 - 3600
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Description
Manoscritto coranico magrebino su carta vergellata spessa (200x140), proveniente dal Marocco o dall'Algeria (verosimilmente aree provinciali), datato al colophon all'anno islamico (AH) 1158 (AD 1745) e siglato dallo scriba Muhammad ibn Ramadan al-Jawni al-Mu'afi al-Jihbali (o Jahili: incerta lettura). 287 carte totali [1+284+2] per 568 facciate di cui 562 di testo (1v.-284r.) con specchio di scrittura di 165x110 mm; testo arabo coranico in calligrafia maghribi in inchiostro nero distribuito su singola colonna di 13 righi a facciata a scrittura continua. Bella decorazione iniziale (sarlawh) a cartiglio perimetrale formato da rombi intrecciati di colore bianco e verde chiaro traversati da quattro linee a rettangolo incassate a formare un motivo a treccia a imitazione di tessuto, bordato internamente da una doppia fila di triangoli neri racchiudenti l'intestazione della Sura n° I (al-Fatiha). Titoli delle Sure, segni di vocalizzazione del testo arabo e decori funzionali marginali rubricati; versetti separati da semplici rondelle in inchiostro verde. Varie glosse e note a margine; colophon decorativo delimitato da un ornamento perimetrale circolare con testo inscritto, negli inchiostri nero e rosso. Legatura islamica con ribalta, integra ma alquanto usurata, in pelle tinta in verde con decorazioni impresse a elemento centrale esagonale riprodotto su ambedue i piatti. Manoscritto in condizioni generalmente assai buone, con l'eccezione di qualche alone di umidità e alcune pagine rinforzate. Conservato entro cofanetto moderno rivestito in tela marrone con titoli in oro al coperchio (datazione erronea). (1) Manoscritto dalle caratteristiche formali ed estetiche peculiari, questo Corano si presenta quale pregevole esempio di codice magrebino provinciale, di origine marocchina o, meno plausibilmente, algerina. Realizzato nell'AD 1745, anno che vide avvicendarsi tre sovrani sul trono alawide del Marocco ('Abdallah, Zayn al-'Abidin e di nuovo 'Abdallah), questo Corano evidenzia una singolare commistione di elementi formali e decorativi di origine insieme tradizionale e locale, e fu copiato da uno scriba dalla mano educata e sicura. Tali tratti rendono questo codice un prezioso esempio di una produzione magrebina provinciale commissionata da confraternite religiose per le loro sedi (zawiya) o da ricchi membri delle élite locali.
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