Lot n° 65

Corano manoscritto ottomano. Anatolia, mese di Rajab, AH 1238 [marzo AD 1823].

Estimation : 1500 - 3000
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Description
Manoscritto in-8° (160x100) su carta vergellata e polita, realizzato nell'Anatolia ottomana nel mese di Rajab dell'anno islamico (AH) 1238 [marzo AD 1823]. Al colophon è menzionato il copista Muhammad al-Wasfi, detto Huseyngi-zadeh. 306 carte [1+304+1] con testo coranico da 1v. a 302v. e specchio di scrittura di 115x60 mm. Testo arabo calligrafico in tardo stile nesih (naskh) ottomano su 15 righi a facciata in inchiostro nero, brevi sovralineature e segnalazioni rubricate per le convenzioni recitative coraniche (qira'at) e le peculiarità di dizione (tajwid). Il colophon, interamente rubricato e in stile ta'liq, è seguito da un'estesa preghiera conclusiva (du'a-i khatm) in arabo. Sontuosa decorazione "a tappeto" in apertura su doppia pagina ('unwan) dai finissimi motivi a cupola e cartigli in oro, verde scuro, rosso chiaro e blu punteggiato di bianco, su struttura disegnativa simmetrica. Titoli delle Sure in inchiostro bianco entro cartigli su sfondo dorato; separatori di versi rappresentati da dischetti decorati a mo' di boccioli; a margine, 30 rosette multicolori con motivi floreali diversificati segnano l'inizio di ciascuna di altrettante "sezioni" (ajza') di eguale lunghezza del Corano; cornice perimetrale (jadwal) dorata a limitare lo specchio di scrittura. Legatura restaurata in pelle marrone con ornamenti impressi, quattro angolari e uno centrale a mandorla, completa di ribalta a decori dorati impressi simili a quelli sui piatti. Dorature scomparse al piatto anteriore ma parzialmente visibili sul posteriore e alla ribalta. Condizioni eccellenti, a parte rare e lievi sbavature di inchiostro senza pregiudizio di leggibilità, ridotte gore d'umidità e minimi restauri ai margini di alcune carte. Conservato entro un cofanetto moderno rivestito in tela marrone con titoli in oro al coperchio (ma datazione erronea). (1) Pregevolissimo esemplare di Corano ottomano dell'epoca di Mahmud II "Il Giusto" (regnavit AD 1808-1839), questo manoscritto è fortemente rappresentativo dell'elevato grado di finezza estetica raggiunto nel corso del primo quarto dell'Ottocento dagli atélier anatolici specializzati nella produzione di codici coranici per la nobiltà locale, le biblioteche degli istituti religiosi e più in generale per l'alta committenza urbana, sia dei centri dei governatorati provinciali sia della Capitale. L'equilibrio esibito nei contrappunti formali, geometrici e coloristici dell'apparato decorativo di questo manoscritto e il continuo, fine esercizio di variazione dei motivi realizzati dai miniatori, oltre alla calligrafia fluida ed elegante, ne esaltano l'elevata qualità complessiva.
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