Lot n° 72

Manoscritto filosofico-religioso tibetano buddhista. Nepal, 1880.

Estimation : 600 - 1200
Enchérir en LIVE
Description
Manoscritto tibetano su carta bianca nel tradizionale formato oblungo pecha (80x375) contenente 11 carte con porzioni di sutra appartenenti al canone Kangyur (bka' 'gyur) del buddhismo Mahayana ("del grande veicolo"). Testo tibetano distribuito su 6 righi a facciata nello stile semi-corsivo ume (dbu-med) all'inchiostro nero con quattro incipit rubricati in corpo di riga; spazio scritto di 50x325 mm e delimitazioni marginali sul lato corto a doppia linea verticale rossa. Ornato di 12 miniature sovradipinte con vivaci raffigurazioni di esseri demoniaci, nonché dei cinque raksha protettori, poste al centro della facciata di testo. Fogli non rilegati sovrapposti all'interno di una custodia formata da una coppia di tavolette di legno scuro, laccato in rosso vivo e intagliato sul piatto esterno a raffigurare due draghi affrontati ai lati di un simbolo centrale di tipo solare contornante una sorta di vaso rituale. I piatti interni presentano una teoria di 10 entità divine e demoniache in tutto analoghe a quelle miniate sui fogli del manoscritto e dipinte a colori vividi. Conservato in buone condizioni, con l'eccezione di qualche macchia scura, di una gora d'acqua ai margini inferiore e superiore e di alcune carte dai bordi lievemente sciupati dal tempo e dall'uso. (1) Intrigante ed esotico manoscritto tibetano, parte di un sutra del vasto corpo tematico delle scritture filosofiche di scuola Yogacara, incentrate sulla natura della realtà e dell'illusione, dell'illuminazione e del risveglio della coscienza alla verità ultima, anche attraverso il ricorso alle risorse della razionalità umana. L'impiego dell'alfabeto ume, qui nella sua forma betsug (dpe-tshugs), di norma destinata a trascrivere testi religiosi di più largo utilizzo o in manoscritti di minor prestigio estetico, oltre alla presenza di miniature aggiunte posteriormente al testo e indicanti una chiara funzione apotropaica (bodhisattva e demoni associati a peculiari virtù esorcistiche o preventive), lascia ipotizzare che questo testo possa aver fatto parte di un "manuale di formazione" per monaci impegnati ad approfondirsi nello studio delle scritture fondamentali del canone tibetano.
Partager