Lot n° 73

Pancaraksha in sanscrito. Nepal, 1880.

Estimation : 450 - 900
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Description
Manoscritto nepalese buddhista "del grande veicolo" (Mahayana), redatto in lingua sanscrita e realizzato in formato stretto e oblungo (pothi), consistente in 11 fogli su carta dipinta di giallo (65x215) non rilegati, dallo spazio scritto di 50x180 mm, contenenti parte di un testo del corpus tantrico delle Pancaraksha ("Le cinque protezioni"), proveniente dal Nepal e non datato, ma certamente da riferirsi al tardo XIX secolo. Testo sanscrito in carattere devanagari disposto su 5 righi a facciata, vergato in stile newari in inchiostro nero e delimitato alle estremità dei lati corti da tre linee verticali tracciate in inchiostro rosso. Il codice è abbellito da nove miniature sovradipinte inserite posteriormente al testo al centro dello spazio scritto, rappresentanti bodhisattva e altre entità divine protettrici oggetto delle invocazioni apotropaiche e dei mantra presenti nel testo. Il manoscritto è stato lasciato in fogli sciolti custoditi fra due tavolette lignee laccate in rosso, esteriormente intagliate a rappresentare un trio di entità divine di protezione con le armi brandite e sedute a gambe incrociate. Sulla parte interna si trovano, dipinte a colori vivaci, sei figure divine apotropaiche (tre per tavoletta) in pose minacciose. Condizioni di conservazione generali assai buone. (1) Nella tradizione Vajrayana del buddhismo Mahayana, più specificamente all'interno della famiglia di testi kriyatantra (i "tantra dell'azione") delle cosiddette dharani (testi magici, incantesimi o mantra), le Pancaraksha sono le cinque manifestazioni personificate di formule di protezione magica impiegate contro specifiche situazioni di pericolo, quali l'insorgere e il persistere di malattie, morsi di animali velenosi o calamità naturali. Tali entità soprannaturali portano i nomi rituali di Mahasahasrapramardini, Mahamantranusarini, Mahashitavati, Mahamayuri e Mahapratisara: esse sono raffigurate in varie fogge, spesso in posizione seduta o assisa, dotate di più braccia e teste e recanti specifici oggetti in qualità di attributi funzionali. Questo bel codice ci presenta un peculiare punto di vista interno alla religiosità tradizionale del buddhismo nepalese attraverso parti di un'opera di sapore magico rivolta a una pietà popolare che trova motivo di speciale devozione nelle pratiche incantatorie, nonché nel libro stesso che le codifica e tramanda.
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