Lot n° 75

Aimone di Savoia-Aosta - Duca di Spoleto, La spedizione geografica italiana al Karakoram [...] Storia del viaggio e risultati geografici... Milano, Roma: Arti grafiche Bertarelli, 1936.

Estimation : 180 - 360
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Description
In-4° (mm 285x207). Pagine XXIV, 568, LI, [3] bianche con numerose illustrazioni fotografiche, in bianco e nero, anche a piena pagina, dentro e fuori testo e 34 tavole a piena pagina fuori testo. Suite in cartelle editoriali contenenti 4 carte geografiche e 5 panorami più volte ripiegati. Difetti alle cartelle, altrimenti ottima conservazione. Legatura editoriale in piena pergamena, con titoli in oro al piatto e al dorso. Lievi tracce di polvere e fioriture. Uno dei 500 esemplari su carta finissima, rilegati in vera pergamena, numerati in numeri arabi dall'1 al 500, su una tiratura complessiva di 2750 numerati. (3) Importante resoconto della spedizione geografica italiana al Karakoram del 1929, guidata dal Duca di Spoleto, che rappresenta una delle prime esplorazioni sistematiche di quell'area dell'Himalaya. I membri della spedizione esplorarono il ghiacciaio del Baltoro, i ghiacciai Sarpo Laggo e Urdok, nonché i gruppi glaciali di Trango e Panmah, contribuendo in modo significativo alla conoscenza geografica e cartografica della regione. Tra i partecipanti figurava Ardito Desio (Palmanova, 1897 – Roma, 2001), geologo ed esploratore, noto soprattutto per aver guidato la spedizione italiana che raggiunse la vetta del K2 nel 1954. Desio fu una figura centrale dell'alpinismo e della ricerca scientifica italiana del Novecento: nel 1931 fondò il Comitato Scientifico del Club Alpino Italiano, di cui fu presidente fino al 1945. La spedizione del 1929 fu promossa e diretta dal Duca di Spoleto (Torino, 1900 – Buenos Aires, 1948), pronipote del re d'Italia Vittorio Emanuele II e bisnipote del re di Francia Luigi Filippo. Figura storicamente complessa, durante la Seconda guerra mondiale fu designato re di Croazia con il nome di Tomislav II, sebbene il suo regno non ebbe mai attuazione effettiva; al termine del conflitto si trasferì in Argentina, dove morì prematuramente. L'opera, pubblicata nel 1936, costituisce un documento fondamentale per la storia dell'esplorazione del Karakoram, in particolare della regione del Baltoro, ed è poco comune in questa versione completa corredata di atlante, che ne accresce notevolmente l'interesse storico e collezionistico.
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