Lot n° 109

Il Libro Dei Salmi Di Federico II. Firenze: Vallecchi, 2006.

Estimation : 150 - 300
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Description
In-8° (mm 221x165). Bella riproduzione dettagliata a colori del codice originale, con splendide miniature e innumerevoli iniziali miniate. Legatura in pergamena editoriale con titoli in oro al dorso; minime macchie. Presente il volume di Commentario in canapa grezza editoriale, con titoli in oro al piatto e al dorso. Mancante il cofanetto editoriale in plexiglass. Una delle 200 copie in numeri romani, per il mercato estero e per enti, biblioteche e istituzioni pubbliche e private, su una tiratura complessiva di 500 esemplari numerati. (2) Riproduzione integrale del codice medievale oggi conservato presso la Biblioteca Riccardiana di Firenze. Tra i più importanti manoscritti della straordinaria raccolta riccardiana, il Salterio di Federico II, codice in pergamena risalente al 1235, è stato scelto per una riproduzione in facsimile con il titolo Libro dei Salmi di Federico II, edita in collaborazione con la Biblioteca. Pregevole gioiello miniato probabilmente in uno scriptorium dell'Asia Minore tra il 1235 e il 1237, il manoscritto viene presentato al pubblico dei bibliofili e degli amanti dell'arte come omaggio a una figura storica di cui rimangono illustri memorie in tutta Italia. Sulla base dell'analisi condotta intorno alla metà degli anni Cinquanta dallo studioso tedesco Hugo Buchthal, una consolidata traduzione vuole che il codice sia stato commissionato dall'imperatore svevo quale dono di nozze per la terza moglie Isabella d'Inghilterra, figlia del re Giovanni Senzaterra e sorella di Enrico III Plantageneto. Oro, gioielli, collane, vasellame e suppellettili – e probabilmente anche quel libro dei salmi destinato ad accompagnare l'imperatrice nelle preghiere quotidiane – avrebbero costituito la sontuosa dote delle nozze, solennemente celebrate a Worms il 20 luglio 1235. Degno della regale committenza, il codice colpisce per la ricchezza cromatica delle miniature, per l'oro dei fondi che richiama i mosaici e per la vivacità dei colori. Tale brillantezza è restituita nel facsimile grazie a una stampa con speciale retinatura a modulazione di frequenza, che consente di riprodurre i dettagli con nitidezza fotografica. Mediante l'applicazione di oro in polvere si è cercato di rendere le caratteristiche quasi gessose dell'oro a pennello che impreziosisce il manoscritto, mentre la pergamena naturale impiegata per rivestire i piatti del volume restituisce il sapore medioevale della legatura originaria. Il facsimile è accompagnato da un commentario che guida alla scoperta dei suoi tesori: il profilo culturale e l'inquadramento storico di Federico II sono curati dal professor Franco Cardini, medievalista di fama internazionale; la direttrice della Biblioteca, la dottoressa Giovanna Lazzi, si è dedicata alla descrizione del manoscritto e al commento iconografico delle tavole, consentendo di apprezzarne appieno il ricco e variegato apparato decorativo.
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