Lot n° 318

Grassi Orazio, Galilei Galileo, Ratio ponderum librae et simbellae: in qua quid è Lotharij Sarsij libra astronomica, quidque è Galilei Galilei simbellatore, de cometis statuendum sit... Lutetiae Parisiorum: sumptibus Sebastiani Cramoisy, 1626.

Estimation : 2000 - 4000
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Description
In-4° (mm 242x188). Pagine: [4], 201, [1] + 1 tavola calcografica. Assente l'ultima carta bianca. SBN fornisce la segnatura π² A-2C⁴ che però non è corretta; la segnatura giusta è π² A-Z⁴ 2A⁴ 2B² 2C⁴. Stemma calcografico del dedicatario Francesco Boncompagni al frontespizio, dove è presente anche un doppio piccolo timbro nobiliare. Uniformemente brunito come sempre per la qualità della carta, prime due carte con restauri al margine interno, alcuni fori di tarlo richiusi che non toccano il testo, minimo lavoro di tarlo al margine inferiore del fascicolo H, ultima carta controfondata. Comunque marginosa copia in barbe e cartonato coevo (un po' sciupato). (1) Rarissima prima edizione di questo trattato, che fa parte di un dibattito pubblicato tra Grassi (sotto lo pseudonimo di Lotario Sarsio Sigensano), Galileo, Guiducci e Stelluti riguardo alle comete del 1618. Grassi aveva precedentemente pubblicato un'altra opera, De Tribus Cometis Anni MDCXVIII. disputatio Astronomica, dove sosteneva che le comete screditavano completamente la teoria copernicana e quindi attaccava indirettamente gli insegnamenti di Galileo; quest'ultimo rispose (tramite il suo ex allievo Mario Guiducci) con il Discorso delle Comete; Grassi scrisse quindi la Libra Astronomica Ac Philosophica e Galilei rispose nuovamente con Il Saggiatore nel 1623. Nella presente opera Grassi replica ancora una volta sottolineando che Galileo non è in grado di parlare latino e non conosce le buone maniere; si chiede persino se sia stato davvero lui a inventare il telescopio. Un'edizione italiana fu pubblicata l'anno successivo a Napoli. Carli and Favaro 104; Cinti 80 (prima edizione italiana del 1627); Riccardi I, 628.
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