Lot n° 61
Sélection Bibliorare

Libro de giustitiati nella città di Ferrara. Manoscritto della Confraternita dei Battuti Neri della Morte. Datato 1441-1717.

Estimation : 9000 - 18000
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Description
Manoscritto membranaceo (preceduto da una rubrica cartacea) a inchiostro nero, rosso con iniziali semplici a inchiostro blu. Fogli [1], 131 (è stata omessa per errore la numerazione di foglio 26. Da 126 a 131 numerazione a pagine. La numerazione è di mano antica), [2], cui segue un bifolio cartaceo bianco. Fascicolazione: [1], 1-210 (cc. 1-10, 11-20); 310 (cc.21-25, 27-31); 4-610 (cc. 32-41, ecc., 52-61); 78 (cc. 62-69); 89 (cc. 79-88); 10-138 (cc. 89-96, ecc., 113-120), 146 (cc. 121-126), 152 (128-131). Inizio fascicolo lato pelo. Specchio di scrittura: da 150x100 mm a 170x105 mm. Rigatura a colore. Testo in volgare e latino compilato da diverse mani nell'arco dei secoli (fine XV-inizio XVIII secolo). La prima mano è quella di Io Antono di Bonacossi fratelli e compagno / de la fraternitade de li batu nigri da la morte / dedi principio a questo libreto Anno 1488 (f..1r), seguono quelle di Alessandro Terzi huomo della nostra Compagnia della morte manu propria, Francesco Maraldi uno de fratelli di detta Confraternita e Deputato Commissario (f. 101r) e di Gerolamo Baruffaldi sacerdote (f. [132v]). Talvolta presenti reclamantes, manuculae e annotazioni al testo (in nero e rosso) di varie mani. Il manoscritto pergamenaceo contiene 6 illustrazioni. Ai fogli [1v] e [132r] 2 illustrazioni del XV secolo realizzate dalla stessa mano e con soggetto simile (personaggio inginocchiato che bacia la croce. Sul primo sfondo una città, sull'altro una città e un patibolo); ai fogli 21v e 22r (illustrazione su doppio foglio dell'inizio XVI secolo); al foglio 84r e 84v (illustrazioni della fine del XVI secolo o di poco successive con condannati a morte di fronte alla Pietà con Battuti Neri (f. 84r) e lo stemma della Confraternita della Buona Morte (f. 84v); foglio 133r illustrazione con duplice impiccagione. L'illustrazione dei 2 fogli (21v e 22r), rappresenta l'esecuzione di quattro congiurati che avevano tramato contro la vita di Alfonso I d'Este (marito di Lucrezia Borgia), avvenuta il 12 settembre 1506 come si legge al foglio 21r, (anche Ludovico Ariosto cita questa famosa congiura, nel terzo Canto de L'Orlando Furioso). L'immagine, di brutale realismo, raffigura un grande patibolo ligneo, rialzato su un prato. Nella parte sinistra si vedono alcuni membri della Confraternita dei Battuti Neri incappucciati in preghiera; sulla scala del patibolo, soldati armati; sul patibolo, da sinistra a destra: due Battuti Neri incappucciati e inginocchiati con torce accese, un terzo con crocefisso ornato a lutto, un Capitano di Giustizia con bastone di comando, un giustiziato accasciato al suolo, il boia in rosso armato di scure con grembiule e copri maniche bianchi, il condannato - in piedi - in nero, un mastello di legno (per contenere le viscere dei corpi), un sacerdote con crocefisso, tre soldati armati di picche, il tavolo con la mannaia per lo squartamento, teste e corpi nudi a pezzi accatastati al suolo, due funzionari in abito nero. Al foglio 21r è descritto il trattamento dei congiurati: [...] tagliato la testa come una mannara poi squartati in quatro quarti [...] li interiori loro tanto furono sepelidi honorevolmente in la gresia de San Romano. Li lor corpi in quarti forono inpichati a le tre porte de la terra nova de Ferrara. Le teste de essi furono poste in cima ala torre da larengo [dell'Arengo] in capo di tre lanze, a terrore di ogni mal facienza. Il manoscritto pergamenaceo è preceduto da una rubrica cartacea - un taccuino scalettato in ordine alfabetico - di formato più piccolo (215x145 mm in brossura azzurrina, 30 cc., fine XVII-inizio XVIII secolo) che contiene l'elenco alfabetico dei giustiziati. Sulla brossura è scritta la celebre frase, tratta dall'Ecclesiaste, che invita alla contemplazione della morte che tutti attende: Hodie mihi cras tibi / nuli cedo mihi cedunt seguito da Alfabetto per il libro / de giustitiati. Nella rubrica varie mani hanno vergato l'ordine alfabetico dei condannati a morte presenti nel manoscritto. Legatura antica di fine XV-inizio XVI secolo, in cuoio nero su piatti in cartone pressato, caratterizzata da particolari decorazioni impresse a secco: una cornice a losanga, un crocifisso centrale e 12 piccoli teschi con ossa incrociate. Tracce di quattro fermagli. Guardie anteriori e posteriori in carta. Legatura un po' allentata, con alcuni difetti agli angoli e cuffia superiore danneggiata; bifolio cartaceo finale parzialmente distaccato. Non sono presenti segnature antiche o moderne. Dimensioni: 235x165 mm. (1) Straordinario manoscritto che testimonia l'attività dei seguaci della Venerabile Confraternita della Morte di Ferrara, noti come Battuti Neri (per il colore della veste indossata) dediti, in nome della salvezza eterna, a diuturne meditazioni sulla sofferenza e a dolorose pratiche penitenziali. La congregazione venne fondata a Ferrara, come Confraternita Pia di Disciplinati, da Nicolò Ziponari dall'Oro nel 1366, al tempo di Nicolò II d'Este. Aveva sede vicino alla porta di Castel Tebando in un luogo detto "Prato della trapola" [oggi via Borgo di Sotto], dove in quel tempo di eseguivano le esecuzioni capitali. I Battuti Neri esercitavano l'assistenza ai bisognosi, ai reietti, ai carcerati e ai condannati al patibolo, che per "le proprie colpe dovevano sofferire acerba morte" (Marc'Antonio Guarini, Compendio historico [...]. Ferrara, Presso di Heredi di Vittorio Baldini 1621, p. 324). Il manoscritto contiene la lista delle esecuzioni dal 1441 al 1717. Titolo rubricato: In Christi nomine Amen. Anno eiusdem Nativitatis Millesimo quadringentesimo quadragesimo primo [...]. Hic est liber super quo et in quo describunt et notabunt ac descripti con notati [...] omnes et singuli malefactors et delinquentes comittentes crimes lese maiestatis et maleficia ac delicta in civitate et districtu Ferrarie et sue dominio [...]. Di ognuna viene indicato il giorno e l'anno, il nome del giustiziato, la causa e la modalità di esecuzione. Alcuni esempi: Adi 17 de luio 1447 [...] Leonardo da Milano salsificadore de monede false fue brussatto [...] – Adi 4 de febraro 1483 [...] Domenego da Budrio ladro fue impighado ale febestre del palazo del comune de la cità de Ferrara – Adì 17 maggio 1581 fu tagliato la testa a un Bonifaccio di Fattori giovine sbarbato per haver volsiuto far amazzare a tempo di note M. Gio. Franc. Scaramuzza M° della Posta di Sua Altezza S. [...] ecc. In alcuni casi le descrizioni dei fatti accaduti sono più estese e dettagliate. Della nobile missione caritatevole della Confraternita restano, oltre alla presente, altre due preziose testimonianze in mani private: due codici oggi conservati a Venezia presso la Fondazione Giorgio Cini. Uno è il Martirologio contenente Storie della Passione di Cristo e Storie di Santi Martiri (inv. 2501/2) fino al 1936 di proprietà di Walter Ashburner, poi della Libreria Antiquaria Hoepli di Milano fino al 1939 e successivamente acquistato dal conte Giorgio Cini. L'altro contiene i Privilegi dei duchi di Ferrara alla Confraternita dei Battuti Neri di Ferrara dal 1489 al 1560 (inv. 2501/3), passato sul mercato dall'antiquario Ragazzi di Padova e acquistato nel 1946 dal conte Cini.
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