Lot n° 97

Anonimo ottomano, Splendida e assai inconsueta hilya tardo-ottocentesca Datato al colophon nell'anno islamico 1226, senza ulteriori specificazioni (AD 1811/1812).

Estimation : 500 - 1000
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Description
Grazioso manoscritto arabo su carta vergellata e polita, composto di 10 carte complessive [1+8+1], completo. Misure al foglio: mm. 180x120; specchio di scrittura: mm. 130x80; testo arabo classico pienamente vocalizzato in un elegantissimo naskh ottomano distribuito su singola colonna di 9 righi a facciata. Bella legatura coeva in pelle marrone con ornamenti dorati impressi e motivo perimetrale a meandro in oro alle facce esterne di entrambi i piatti, priva di ribalta. Splendido decoro di testa miniato ad arabesco policromo (sarlawh) con lussureggianti motivi floreali e fogliame in verde scuro, rosso intenso e oro, bordati da una cornice arancione su tre lati e una spessa doppia lista dorata parallela sui lati lunghi, con lo spazio superiore percorso da un motivo ondulato in andamento a cupola, sormontato da cinque coppie di tulipani stilizzati dai bulbi in oro e steli blu e rosso alternati. Lo specchio di scrittura è bordato da una larga fascia (jadwal) in oro e i singoli periodi di testo sono separati da una rondella decorata in oro (shamsa) e punteggiature cromatiche simmetriche di grande finezza. Condizioni eccellenti: minime gore di umidità ai margini inferiori e un paio di rifioriture brune. (1) La "hilya" del Profeta Maometto costituisce una ben definita tipologia di manoscritto devozionale sunnita, dalle finalità insieme ornamentali e talismaniche, che fu codificato secondo precisi criteri estetici da Hafiz Osman nella Turchia ottomana di pieno XVII secolo. Il testo consiste in una cesellata descrizione dell'aspetto fisico e delle virtù personali di Maometto tratta dalle principali fonti hadithiche e ha conosciuto anche elaborazioni versificate assai popolari. L'argomento "muhammadico" riposa nel solco della tradizione islamica che sancisce in Maometto "l'uomo perfetto" (al-insan al-kamil). La specificità di questo manoscritto consiste nel derogare completamente ai canoni formali ed estetici della hilya, presentandosi come prezioso manoscritto miniato di argomento religioso in arabo, pienamente rispettoso dei canoni classici. Tale caratteristica rende questo manoscritto fortemente inconsueto in quanto hilya. Al colophon si legge, in arabo: Kataba-hu Salih al-ma'ruf bi-Namiq 'an Khajagan-e / Divan-e Humayun, sanah sittah wa 'ishrin wa miyatayn ba'd al-alf ("Lo ha scritto Salih, noto come 'L'Aggraziato' fra gli scribi [ottomani] dell'Ufficio della Corona [a Costantinopoli], l'anno 1226. L'anno in cui questo codice è stato realizzato è tuttavia certamente posteriore a quello riportato nel colophon, dal momento che la carta su cui fu redatto fu prodotta tramite un metodo ancora inesistente nel 1811. Inoltre, la menzione del nome di un noto scriba di origine caucasica ci riporta al decennio 1880/1890. Esemplare deliziosamente anomalo di testo popolare sul Profeta Maometto e i suoi "Caratteri".
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