Lot n° 103

Bragaglia Anton Giulio, Importante raccolta di sei riviste e periodici del movimento futurista. XX secolo.

Estimation : 200 - 400
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Description
Compongono il lotto: 1) Bragaglia Anton Giulio, Cronache d'attualità. Anno VI, n. 16. Gennaio-maggio 1922. Roma: [Stabilimento Poligrafico Editoriale Romano], 1922; 2) Folgore Luciano, SIC. Sons, idées, couleurs, formes. N. 6 (Juin 1916); n. 15 (Mars 1917); n. 16 (Avril 1917); n. 27 (mars 1918). Esemplari da studio, con difetti da controllare; 3) Prampolini Enrico, «Noi». Rivista d'arte futurista mensile illustrata. Serie II, anno I, nn. 1 (aprile 1923), 2 (maggio 1923), 5 (agosto 1923). 3 fascicoli in-4° (mm 345x250) in buona conservazione; 4) Castelli Nanni Leone, Aristocrazia Futurista. Rivista inglese del futurismo italiano transatlantico. S.d.e. [i.e. New York, 1923]. In-folio (mm 460X208) stampato in verde al recto. 5) Marinetti Filippo Tommaso, Poesia. Anno IV, n. 10. Milano: Redazione via Senato 2, 1908. 6) Mediterraneo Futurista. Organo dei Gruppi Futuristi Italiani. Anno II, n. 6 (15 novembre 1938). Esemplare con gravi difetti da controllare. Lotto non passibile di restituzione. (11) II OPERA: Quattro fascicoli di questa celebre rivista d'avanguardia parigina, pubblicata dal gennaio 1916 al dicembre 1919. III OPERA: Tre fascicoli della seconda serie di Noi, la celebre rivista internazionale d'avanguardia fondata da Enrico Prampolini nel 1917. Dopo i quattro numeri della prima serie, pubblicati annualmente tra il 1917 e il 1920, la testata riprese le pubblicazioni nel 1923 con una nuova veste grafica e una cadenza mensile almeno nominale, dando alle stampe quattro fascicoli nel corso dell'anno (nn. 1, aprile; 2, maggio; 3-4, giugno-luglio; 5, agosto), cui seguirono due numeri speciali: il fascicolo doppio 6-7-8-9, dedicato al Teatro e scena futurista (1924), e il triplo 10-11-12, consacrato a Balla, Depero e Prampolini in occasione della loro partecipazione all'Exposition internationale des Arts Décoratifs di Parigi del 1925, evento che segnò l'affermazione dell'Art Déco. La nuova serie si distingue per un profondo rinnovamento dell'impianto grafico, in sintonia con le più avanzate esperienze delle avanguardie europee, dal Bauhaus al costruttivismo e al Futurismo sovietico, e per il ruolo assunto dalla rivista quale principale organo della cultura futurista internazionale, affiancando le coeve pubblicazioni Il Futurismo / Le Futurisme, Der Futurismus e Futurist Aristocracy. Per qualità editoriale, impaginazione e contenuti, Noi rappresenta uno dei più alti esiti della stampa futurista degli anni Venti. IV OPERA: Il bolognese Nanni Leone Castelli portò il futurismo al di là dell'atlantico, pubblicando a New York la rivista Futurist Aristocracy, di cui uscì un solo numero con la brossura illustrata da Prampolini. V OPERA: 1 solo fascicolo di questa Rassegna internazionale di poesia diretta da Marinetti, famoso periodico di cui vennero pubblicati in tutto 57 numeri in 31 fascicoli dal febbraio 1905 all'ottobre 1909, con numerosi cambi di tipografia. Tutti i numeri avevano in copertina il bel disegno liberty di Martini, stampato in diversi colori.
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