Lot n° 149

Eastman Max, The Masses. Vol. VIII, n. 3 (January 1916). New York: The Masses Publishing Co., 1916.

Estimation : 300 - 600
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Description
1 fascicolo in-4° grande (mm 342x268). Pagine 22. Con numerose illustrazioni in bianco e nero, anche a piena e doppia pagina, di Maurice Becker, Arthur Young, John Sloan, Stuart Davis, H.J. Glintenkamp e altri. Lieve ingiallimento della prima carta e gora al margine inferiore di tutto il volume; strappetti marginali. Brossura editoriale a punto metallico, illustrata da Frank Walts al piatto anteriore e da E. Higgins a quello posteriore. Strappetti marginali ai piatti e al dorso. Segni di precedente piegatura centrale a tutto il volume. SI AGGIUNGE: Id., The Liberator. New York: The Masses Publishing Co., 1918. 6 fascicoli in-4° (mm 278x218). Presenti i numeri di Marzo, Aprile (due copie), Maggio, Agosto e Ottobre del 1918. Con i testi, tra gli altri, di John Reed, Helen Keller, Susan Glaspell e le illustrazioni di Arthur Young, Frank Walts, Hugo Gellert e molti altri. Presente il raro numero inaugurale di marzo, che contiene "Red Russia: The Triumph of the Bolsheviki" di John Reed e l'iconica copertina di Hugo Gellert, che ha illustrato anche quella di maggio dello stesso anno. Strappetti marginali, fioriture sparse e altre minime mende. (7) The Masses e The Liberator rappresentano due delle più influenti riviste della sinistra intellettuale statunitense del primo Novecento. Fondata nel 1911 dall'immigrato socialista olandese Piet Vlag e successivamente diretta da Max Eastman, The Masses seppe coniugare arte, letteratura e impegno politico, distinguendosi per l'originale fusione di poesia, narrativa, reportage, satira illustrata e riflessione sui temi del pacifismo, della giustizia sociale e del suffragio. Tra i suoi collaboratori figurano alcuni dei maggiori protagonisti della cultura americana dell'epoca, tra cui Max Eastman, Floyd Dell, Susan Glaspell, John Sloan, George Bellows, Stuart Davis e Art Young. Soppressa dal governo statunitense nel 1917-1918 in seguito ai provvedimenti adottati durante la Prima guerra mondiale, la rivista trovò naturale continuazione nel The Liberator, fondato nel 1918 da Max e Crystal Eastman. Pur mantenendo l'impostazione interdisciplinare del predecessore, The Liberator accentuò progressivamente il proprio orientamento rivoluzionario, affermandosi come una delle principali tribune del socialismo e, successivamente, del movimento comunista statunitense, fino alla confluenza nel Workers Monthly nel 1924. Le due testate costituiscono oggi una fondamentale testimonianza della cultura politica, artistica e letteraria della sinistra americana tra gli anni Dieci e Venti del Novecento.
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