Lot n° 18

Carducci Giosuè, Abbozzo della poesia: AVE - In morte di G.P. (Odi Barbare) pubblicata nel 1877 e 1 lettera di accompagnamento autografa del poeta. La poesia è datata 9 aprile 1880.

Estimation : 300 - 600
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Description
Manoscritti a inchiostro bruno. La poesia scritta recto e verso su carta leggera, con molte correzioni autografe. Segni di recente restauro professionale. Dimensioni 175x230 mm. La lettera autografa, inviata da una signora, s.d. (ma 1880) è scritta su un bifolio listato a lutto, scritte 3 pagg. Segni di recente restauro professionale. Conservata busta con indicazioni di altra mano relative alla poesia di cui sopra. Dimensioni 135x210 mm. (2) La poesia è scritta su un foglio (numerato 70 al margine superiore), proveniente da un quaderno di appunti (per donarlo ad una signora, con lettera di accompagnamento di cui all'allegato), datato in verticale, al verso: 9 aprile 80. Al recto ed alla metà del verso si legge un primo abbozzo, con ampi tratti di cancellature e ripensamenti. Al verso, da metà foglio, si legge la stesura quasi definitiva, anch'essa con correzioni, che presenta comunque varianti rispetto a quella data alle stampe. Le varianti sono (tra parentesi il testo pubblicato): 1) fioco per l'aere vernal (fioco per l'aura vernal); 2) tu parti, o dolce spirito: (tu passi, o dolce spirito:); 3) un desìo pallido ricerca l'anima (un desio pallido ricerca l'anime). La lirica, in quattro quartine, fu scritta da Carducci in occasione della morte, per febbre tifoidea, di Guido Piva (G.P.) figlio quindicenne della sua amante Carolina Cristofori Piva. Recenti studi attribuiscono allo stesso Carducci la paternità del ragazzo. Nella lettera si legge: Mia signora, io non posso contendere di spirito con Lei; e poi, come il mio Satana, ho il peccato della superbia; l'ho fino al punto da non voler far dimostrazione che non sono in colpa. E questa superbia è utile specialmente a chi ha fretta; nel qual caso son io che fra oggi e domani ho fatte e ho da fare tante cose tra ufficiali e ufficiose (causa Belluzzi, il Municipio, la istruzione popolare), che non ci posso pensare, non ché parlarne. E perciò senz'altro le scrivo qua dietro tutto ciò che nella stampa è rappresentato da 372 punti (curiosità e pazienza di donna a contarli!) [...] Giosuè Carducci non ha sinistre prevenzioni né contro Lei né contro nessuna donna [...] Purtroppo tante signore mi tengono per qualcosa di villano, di plebeo, di sanguinario, di comunista, o che so io! Faccia un'eccezione, ne la prego di cuore. E, stampati che abbia de' suoi versi o delle prose, voglia aver la bontà di mandarmele. Suo dev. Giosuè Craducci [P.S.] Le acchiudo una pagina pel suo albo. La pagina è la poesia autografa di cui sopra. Raffaele Belluzzi, patriota, garibaldino e politico, nel 1870 costituì a Bologna la Lega per l'Istruzione del popolo, della quale faceva parte anche Giosuè Carducci.
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