Lot n° 35

Leopardi Monaldo, Due lettere autografe firmate inviate ad un amico. Datate Recanati 1835.

Estimation : 300 - 600
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Description
Manoscritti a inchiostro bruno. 2 bifoli, scritte 8 pagg. In ambedue le lettere è visibile la traccia del sigillo a lutto in ceralacca nera, per la morte di Luigi, fratello di Giacomo. Dimensioni 215x330 mm. (2) Lettera datata 4 ottobre 1835. Questa volta il torto non è della posta ma sarebbe il mio se non avessi in pronto le scuse; le quali si sa che non ci mancano mai dopo che ci vennero insegnate dai nostri primi progenitori. Ho dovuto lavorare un poco per il giornale [La Voce della Verità - Gazzetta dell'Italia Centrale] onde mettere qualche cosa del mio nel fascicolo 8.5. dopo più mesi di silenzio, abituale ormai nella stagione estiva, in cui non tanto il caldo quanto la paura dei temporali e l'abbondanza di elettricismo mi abbattono nel fisico e nel morale e non sò allora dove io tenga la testa. Poi ho avuto che fare in faccende domestiche, perché quantunque di mio buono o mal grado, mia moglie voglia far tutto, sino a levarmi l'incomodo di tenere un quattrino in saccoccia, par[iment]i la posta diplomatica e forense tocca a me [...] Viddi il libro del Principe di Canosa [Antonio Capece Minutolo], segue un commento sul libro del principe, illustre rappresentante del pensiero politico tradizionale napoletano. Gli argomenti successivi sono vari: Copernico, [...] Sui dubbi Copernicani non sò che dirle. Vengono da Genova, li mandò lo Storace, ma non sono suoi, io non sò di chi sieno: se i Copernicani parleranno, l'autore penserà esso di rispondere, ma credo che, tutto assieme, Copernico avrà per buono il silenzio [...]; Roma, [...] un suolo in cui quando non comanda la corruzione, comanda la paura. La rota romana (già molto sconquassata, e molto poco addattata alla machina corrente) ne avrà avuta una scossa nell'opinione dei saggi [...]; La Voce della Verità, [...] vi unisco alcune copie sull'esequie del Leo Nobili [scienziato] di cara e onorata memoria, e un manifesto dell'analisi antimazziniana, di cui l'autore è il Bruni [...]. La lettera termina con i saluti agli amici e la firma Monaldo Leopardi. La paura di Monaldo per i temporali estivi era condivisa dal figlio Giacomo, che sull'argomento scrisse La quiete dopo la tempesta. Lettera datata 25? dicembre 1835. [...] ritorno a lei e a tutti gli amici augurii sincerissimi di felicità nelle attuali sante feste, nell'anno che sopravviene, e per omnia saecula saeculorum. Amen. Ringrazio poi tutti dell'interesse che prendono alla violenta morte della povera voce della ragione, la quale ha dovuto spirare senza poter dare due righe di testamento, giacché i materiali che avevo spediti per gli ultimi due fascicoli, vennero ripudiati in globo in odium et contemptum auctoris [...], segue un'accorata lamentela perché non era stato pubblicato un articolo di Monaldo, che scrive: [...] Questi sotterfugii non mi piacciono, e non si danno da fare le cose per vergognarsene "est est, non non" [...] quell'articolo non poteva dispiacere a nessuno fuorché agli scamiciati [i rivoluzionari]. La lettera prosegue affrontando temi politici: [...] Le potenze del Nord, [...] non desideravano meglio che trovarsi liberate dagli scrupoli per il ripudio della Santa Allenaza; e Luigi Filippo il quale si trovava sul trono per opera del diavolo, non desiderava meglio che trovarsi senza pensarci, a regnare per grazia di Dio [...]. Segue una difesa dell'operato del papa. Tornando infine all'articolo non pubblicato, Monaldo scrive: [...] Il tempo darà consiglio, e frattanto la mia sola replica sarà il più assoluto silenzio [...] Le ferite ricevute alle spalle recano disdoro, ma le cicatrici del petto si mostrano con orgoglio.
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