Lot n° 36

Leopardi Monaldo, Lettera autografa firmata, inviata ad un amico. Non datata, ma 1837.

Estimation : 300 - 600
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Description
Manoscritto a inchiostro bruno. 1 bifolio, scritte 3 pagg, senza indirizzo e destinatario. Dimensioni 215x330 mm. (1) Ella a quest'ora ha appreso probabilmente dai pubblici fogli il nuovo acerbissimo colpo con cui è piaciuto al Signore di visitarmi, togliendomi il mio amatissimo figlio primogenito Giacomo. Adoro la volontà Divina; bacio quella mano benefica che mi flagella per correggermi, e accetto questa tormentantissima pena in giusta punizione dei miei peccati. Raccomando il caro defunto, e mè stesso, e la mia desolata famiglia alle orazioni di Lei e degli amici; e abbrevio il trattenermi sopra questo sconsolato argomento perché ho l'anima satolla di dolore, e gli occhi ingorgati di pianto. Ho ricevuto il duplicato della Gazzetta e ne ringrazio [...] Io però lo chiesi credendolo una cosa facile e quasi bancaria, ma se non fosse così, lo pagherò volentieri piuttosto che disturbare nessuno [...] Non ho ricevuto il frontespizio dell'ultimo anno recentem[ent]e spirato, e mi mancò il n[ume]ro 916 della Gazzetta. Le raccomando dunque di spedirmi l'uno e l'altra. Seguono dettagliate istruzioni di spedizione e un accenno alla figlia (Paolina), traduttrice: indirizzare i pacchi al S.r Direttore della Posta di Loreto, e poi sottoporvi una fascia, o foglio coll'indirizzo a mè, il quale non deve comparire affatto nel primo inviluppo [...] Ritorno alcuni giornali, e quattro nuovi articoli tradotti dalla figlia [...]. La lettera prosegue parlando della volontà di ammogliare Pierfrancesco, fratello minore di Giacomo: Forse frà pochi giorni farà una sosta costì Pierfrancesco, l'ultimo dei miei figli, l'unico che resta con mè, e in cui stà l'avvenire della mia famiglia. Attualmente deve trovarsi in Bologna. Questo piccolo viaggio puramente gioviale era destinato avanti alla cruda perdita che ci ha colpiti, e si è dovuto ritardarlo ma non ho creduto bene di ritrattarlo. Lo raccomando calorosamente a Lei, a tutti gli amici e segnatamente al di Lei cugino [...] Conto fra non molto di ammogliare questo giovane, che a 9bre compirà 24 anni. Desidero di trovargli una giovane signora sana, buona, mansueta, cristiana, di buoni padri e di pensieri e massime conformi alle nostre. Non la vorrei di una grande città [...] Neppure la vorrei di una grande famiglia [...] Quanto alla dote non ci sarà che dire giacché nei miei calcoli il denaro è l'ultima partita. Se Ella o gli amici comuni avessero qualche cosa da suggerirmi la metterò come un vero favore. Si ricordi di me [...].
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