Lot n° 93

Anonimo ebreo, Rebecca e Isacco, la morte di Abramo e il successo di Giacobbe. Italia settentrionale o centrale, metà XVIII secolo circa.

Estimation : 260 - 520
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Description
Frammento pergamenaceo di Torah. Misure: mm. 590 in larghezza e 335 in altezza, con testo ebraico quadratico (merubba') in inchiostro marrone scuro su 5 colonne per 42 righi di testo ciascuna con misure alla colonna di mm. 330x95, riportante i versetti compresi tra Genesi 24:13 e 26:32. Lettere bibliche non vocalizzate e dotate dei caratteristici tagin (filetti ornamentali sormontanti alcune lettere, o come singolo segmento verticale superiore o come terna di segni fioriti); alcune lettere (mim, resh) sovraestese in funzione estetica di riempiriga. Condizioni di conservazione discrete: la pecia è attraversata da una striscia obliqua di umidità più rilevata al verso e che si riproduce al recto, fiorendo in alto a sinistra e delineandosi verso destra in basso come un semplice ingiallimento della pergamena. Si rilevano inoltre un forellino interlineare appena sopra il centro della quarta colonna e una rifilatura del margine inferiore che rasenta l'ultimo rigo. (1) Il frammento si apre con la riflessione del servo di Abramo in cerca di un segno che gli presenti una possibile moglie per Isacco, appena prima che Rebecca faccia la sua comparsa presso la fonte a cui costui giunge assetato. Di seguito si narra la permanenza del servo di Abramo presso la famiglia di Betuel, padre di Rebecca e di Labano suo fratello, finché la giovane non acconsente a partire con le sue ancelle seguendo il servo per sposare con Isacco. Si narra quindi della pacifica morte di Abramo e della nascita dei gemelli di Rebecca e Isacco, Esaù e Giacobbe, che sarebbero diventati uomini di aspetto e caratteri opposti. Si passa poi al celebre episodio della vendita della primogenitura di Esaù a Giacobbe in cambio di un piatto di lenticchie rosse. Isacco va quindi a vivere presso i Filistei di Abimelech dietro ordine del Signore e i suoi affari cominciano a prosperare, attirando l'invidia dei locali. Il frammento si interrompe, dopo l'accordo di alleanza tra Abimelech e Isacco, all'annuncio di uno dei suoi servi intenti a scavare un pozzo nella zona: "Abbiamo trovato l'acqua".
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