Lot n° 94

Anonimo ebreo, Megillat Esther: il dramma delle sorti invertite. Italia settentrionale o centrale, tardo XVIII secolo.

Estimation : 400 - 800
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Description
Rotolo pergamenaceo ebraico del Libro di Esther (Megillat Esther). Misure complessive: mm. 3110x240, composto di sei pecie cucite, alternativamente costituite di 3 e 4 colonne di testo ebraico quadratico (merubba'), ciascuna su 22 righi, completo. Testo ebraico munito dei rituali tagin (trattini verticali singoli o a terna in base al segno alfabetico, sormontanti alcune lettere) e non vocalizzato, vergato in inchiostro nero sovente sbiadito per via di parziali cadute di colore forse dovute all'esposizione a fonti di umidità. Alcune lettere, specialmente le mim finali e le resh, si presentano sovraestese a colmare vuoti in fine di rigo; i nomi dei 10 figli di Aman, elencati verso la fine del testo, sono trascritti a modulo considerevolmente maggiore del resto del testo. Manici del sostegno ligneo spezzati: presenti le sole basi modanate a preservare l'anima del sostegno ('etz chayyim). Condizioni generalmente buone; ampie tracce di umidità largamente assorbite, qualche macchia e fioritura; screpolature ai margini inferiore e minore in inizio. (1) Questo bell'esemplare del Libro di Esther di provenienza nord- o centro-italiana (forse toscana) consisteva in un rotolo dedicato alla doppia lettura collettiva in occasione della festa ebraica di Purim, che ha luogo fra la sera del 13 e il 14 del mese di Adar, vale a dire, ritorsivamente, nella stessa data indicata dalle "sorti" (purim) gettate dal malvagio Aman per lo sterminio completo del popolo ebraico in Persia. Lo stesso racconto biblico vale infatti come espediente narrativo volto a spiegare le origini della "celebrazione delle sorti" (Purim) fissata per l'avvenire in perpetuo, festa di tono carnascialesco in cui si usa indossare travestimenti e darsi all'ilarità in ricordo del felice sovvertimento di un orribile destino, esito dovuto in gran parte allo spirito sagace di Esther e di suo cugino Mardocheo (Mordechai), che riuscirono a smascherare le reali intenzioni di Aman dinanzi al re Assuero (Serse I). I dolci che si consumano durante la festa di Purim, dopo il "digiuno di Esther" si chiamano, non a caso, oznei-Haman: "le orecchie di Aman".
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